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Un gruppo che diverte ed emoziona: si sta tornando alla "quasi" normalità. A Verona crocevia fondamentale per l'autostima

autore
Carlo Pellegatti
per Milannews.it
giovedì 9 ottobre 2014, 00:00Editoriale
autore Carlo Pellegatti
09.10.2014 00:00Editoriale

Divertimento, spettacolo, emozioni. Questo il Milan, in un sabato di ottobre. Contro il Chievo, i Ragazzi di Pippo Inzaghi hanno confermato i tratti di bel gioco mostrati nel primo tempo contro il Cesena ma, questa volta, per gli interi novanta minuti. Sì, anche nel primo tempo dove, pur senza impegnare il portiere veneto, hanno sfiorato il gol in molte occasioni. Alla fine saranno ventidue le conclusioni verso Bardi, un numero sufficiente per catalogare la partita fra quelle divertenti. Certo gli appassionati hanno vissuto qualche emozione di troppo, per un paio di errori che potevano penalizzare pesantemente il risultato, e non solo, ma il sempre lucido Inzaghi, in occasione dell’errore Menez/Muntari, dovuto soprattutto alla voglia di non buttare via il pallone, si è arrabbiato più per il mancato ritorno dei difensori che per la disattenzione dei singoli. Ho parlato di divertimento e emozioni, ma non tralascio l'aspetto spettacolare della partita. Nei giocatori, ho rivisto la gioia di cercare il colpo di tacco, la prodezza individuale, le azioni a un tocco, la voglia di stupire, soprattutto quella di tornare a mostrare un Milan porfirogenito, avvolto nella porpora dei grandi imperatori. Certo la strada è lunga, ma intanto la proiezione dei punti dopo sei giornate porterebbe la squadra, se mantenesse questo cammino con la ovvia speranza di migliorarlo, ad arrivare ad un punteggio finale che potrebbe garantire fra il terzo ed il quarto posto. Proiezione significa futuro.

Undici punti, invece, sono il presente, che vede il Milan aver conquistato il punteggio più alto delle ultime tre stagioni, anche per quanto riguarda la posizione in classifica. Insomma si sta tornando alla quasi normalità. Toglieremo il "quasi" quando il Milan lotterà dalla prima giornata per la vittoria in campionato, confermando altresì la sua caratura internazionale. Sarebbe certo una delusione ancor più forte, dopo questo inizio, se il gruppo mollasse quanto a spirito, forte desiderio di essere protagonista, volontà assoluta di giocare in Champions League nella prossima stagione. I prodromi per ora non si avvertono. Con la guida poi di un tecnico, che ferocia e concentrazione hanno sempre accompagnato nella sua vita professionale, sono convinto che paurosi vuoti d'aria potranno essere evitati. Quanto a delicatezza non voglio paragonare il match di Verona a quello di 27 anni fa, in panchina un Arrigo Sacchi appena eliminato dalla Coppa Uefa, ma indubbiamente, dopo i pareggi a Empoli e Cesena, un successo sul complicatissimo campo del Bentegodi, beh, rappresenterebbe un crocevia fondamentale per proseguire sulla strada della autostima, dell'entusiasmo, della fiducia. Intanto gustiamoci questo gruppo che potrebbe regalare presto sei o sette giocatori alla Nazionale di Antonio Conte. Insomma una bella risposta alle critiche degli scettici su un futuro Milan formato soprattutto da bravi giocatori italiani. Se giovani o meno giovani, non è questo il problema.

per Milannews.it

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