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Pippo fissa gli obiettivi: "Europa e Coppa Italia. Amo il Milan e non stacco mai. Presto torneremo grandi"

autore
Salvatore Trovato
per Milannews.it
domenica 12 ottobre 2014, 10:00Primo Piano
autore Salvatore Trovato
12.10.2014 10:00Primo Piano
 Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

Per Filippo Inzaghi è già tempo di bilanci, dopo i primi tre mesi sulla panchina del Milan. Il tecnico rossonero, dalle pagine de La Gazzetta dello Sport, ha parlato del più e del meno nel corso di una lunga intervista. Cominciando, ovviamente, da quella cena ad Arcore: "Era il 31 maggio - ricorda mister Pippo -. Quella sera le parole del presidente mi emozionarono moltissimo. Si era già capito qualcosa nei giorni precedenti, ma l’arrivo ad Arcore, le frasi, accorgermi che era tutto vero... Beh... Bellissimo. Cenammo guardando l’Italia in tv: lo ricordo bene perché era la partita dell’infortunio di Montolivo".

Sul passaggio da calciatore ad allenatore: "Anche da giocatore mettevo il bene della squadra davanti a ogni cosa. Il collettivo esalta sempre il singolo. So che è impossibile farsi amare da tutti, mi auguro che la correttezza sia apprezzata. Non farò mai una scelta per simpatia. Non stacco mai la spina. Arrivo a Milanello la mattina e me ne vado la sera. Interagisco moltissimo con il mio staff, che ringrazio per la competenza e la passione. A inizio settimana analizziamo la gara appena giocata, poi cominciamo a preparare quella seguente. Per fortuna Milanello è un posto bellissimo, perché io in pratica vivo qui".

Primo bilancio: "Sono stati giorni belli, emozionanti, intensi. Faccio un lavoro meraviglioso in una società che mi ha dato tanto. I tifosi mi sono vicini, spero di dare tante soddisfazioni a loro e al presidente. Per fortuna ho trovato un gruppo sano che lavora con grande impegno. Presto crescerà anche l’autostima dei ragazzi: ci vuole il tempo giusto per immagazzinare ed elaborare tutto. Sono orgoglioso dell’identità del mio Milan: non molliamo mai. Ci batte chi è più forte, non chi ha più voglia di vincere. Un errore? Magari il programma delle amichevoli estive: noi non eravamo pronti e abbiamo sfidato squadre fortissime. Il rischio di una ricaduta sul morale era alto, ma i giocatori hanno reagito benissimo".

Sul rapporto con tifosi e società: "Il mio rapporto con i tifosi è speciale, ma spero di essere stato scelto soprattutto per le mie conoscenze. L’affetto della gente, comunque, va conquistato ogni partita con l’atteggiamento giusto. C’è grandissima unità di intenti tra me, Silvio Berlusconi, Barbara Berlusconi e Adriano Galliani. Dopo i pareggi con Empoli e Cesena il presidente riunì la squadra per complimentarsi per il gioco e la voglia: un segnale molto importante per tutti".

Sugli obiettivi stagionali: "È un Milan da Europa, perché il Milan non può stare fuori dall’Europa. Quindi noi dobbiamo innanzitutto fare meglio dello scorso anno e poi guadagnarci la qualificazione a una coppa. Vedremo poi quale sarà. Dopo la prossima sosta faremo un nuovo bilancio: per adesso siamo soddisfatti pur sapendo che dobbiamo migliorare molto. Snobbare la Coppa Italia? Per quest’anno è la nostra Champions League. Questo deve essere chiaro. Vincere un trofeo è sempre importante, adesso ancora di più".

Sui singoli: "Honda e Abate si meritano i complimenti ricevuti finora: si allenano seriamente e dimostrano attaccamento alla maglia. Su Honda avevo sentito commenti negativi, ma si è meritato la mia stima in allenamento e partita. Anche su Menez mi sono informato, gli ho voluto parlare e in un minuto ho capito che era desideroso di venire al Milan per riconquistare la stima della gente e la nazionale francese. El Shaarawy, per citarne un altro, sa di avere la mia stima come uomo e come calciatore. Il 4-3-3 l’ho scelto per lui... Lo metterei sempre in campo, ma devo pensare al bene del Milan. E se gioca sempre con lo spirito mostrato nel finale della gara con il Chievo, in panchina ci starà molto poco. A volte per me è davvero difficile scegliere i titolari ed è un ottimo segnale".

Sul club: "Mi stimola sapere che la società vive un momento particolare e che io posso lavorare per aiutarla. Ho la fortuna di guidare una squadra che amo. Spero di avere il tempo di lavorare con calma per riportare il Milan ai livelli abituali. Io sono ambizioso, torneremo presto in alto".

Sulla sua idea di calcio: "Io vorrei una squadra equilibrata che prenda pochi gol. Solo così si cresce e si diventa grandi. Però poi a me piace un calcio offensivo. Per adesso abbiamo il miglior attacco del campionato e ne siamo felici. Aspetto di avere a disposizione tutti i centrali difensivi per migliorare anche dietro. Meglio senza un centravanti puro? Non sono d’accordo. Anche Menez è un attaccante e fa il centravanti a modo suo. Io devo essere bravo a mettere Torres, Menez e Pazzini nelle condizioni ideali per rendere al meglio".

per Milannews.it

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