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Il futuro del Milan deve avere un nome, Stephan El Shaarawy. Vorrei vedere il Faraone e Balotelli titolari a San Siro in Italia-Croazia

autore
Carlo Pellegatti
per Milannews.it
giovedì 16 ottobre 2014, 00:00Editoriale
autore Carlo Pellegatti
16.10.2014 00:00Editoriale

Il 19 ottobre 2014 dovrà essere ricordato come il primo giorno del nuovo El Shaarawy. Credo ancora molto nella possibilità che il Faraone riesca a diventare uno dei giocatori fondamentali del futuro Milan di Pippo Inzaghi, proprio a partire da Verona. Velocità, dribbling, fiuto del gol, freddezza sotto rete, classe, spirito di sacrificio, cuore rossonero, tutte qualità indiscutibili che Stephan ha già mostrato di possedere, conquistando i tifosi del Milan. L'attaccante ligure deve ripartire proprio da questo straordinario affetto, esploso, ancora una volta, nel momento della sua entrata in campo contro il Chievo. Una ovazione, che mi ha riportato alla mente l'emozionante passione che ha avvolto tutta la carriera rossonera di Pippo Inzaghi. E' dunque tutto più facile quando si sono conquistati tanti crediti nella stima dei tifosi rossoneri, bravi a capire quando un giocatore sia da Milan, di cuore e di animo, sia anche da Nazionale. Lasciatemi aprire una parentesi in chiave azzurra. Contro la Croazia, credo non si possa prescindere né da El Shaarawy, ma neppure da Mario Balotelli, fondamentale per regalare imprescindibili dosi di classe e qualità all'attacco italiano. Torno su El Shaarawy, che deve rendersi conto di essere anche un giocatore doppiamente fortunato. Lui può chiedere a "Pippo Mio" come si rimanga un numero uno per tanti anni, come si superino le difficoltà piu' subdole.

Quando la palla diventa non più una amica da accarezzare, quando la porta si trasforma in un pertugio impossibile da infilare, quando il portiere assume le sembianze di Gulliver e l'attaccante quelle di un Lillipuzziano. Soprattutto però il Faraone deve capire dal suo allenatore, quando non si debba temere la concorrenza interna, anzi quando questa possa e debba diventare stimolo deflagrante per migliorare nelle gambe e nella testa. Il Milan comprava attaccanti, ma sono sempre stato certo che, alla fine, avrebbe giocato sempre Inzaghi, perché Alta Tensione ha sempre posseduto la sicurezza dei forti d'animo e di spirito, dei Campioni che hanno un solo modo per rimanere al vertice, mettere la palla in rete. E' certamente la stagione più delicata per Amon Ra. Deve sbalordire in partita ed in allenamento, deve essere feroce e spietato, come chi ha attraversato i ponti sui precipizi più spaventosi, gli infortuni, con la paura di cadere da una carriera luminosa. Tocca solo a lui. Il dio del calcio gli ha regalato doti magiche. Deve emergere ora la sua personalità, smentendo gli scettici e i dubbiosi sulle sue doti di forza interiore. Il Maestro lo ha lì, di fianco, tutti i giorni. Guardi e impari! Non manchi l'appuntamento con la storia e con un futuro angolo emozionante nel museo dei grandi, a Mondo Milan.

per Milannews.it

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