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I sogni di Berlusconi e i ricordi di Lo Bello

autore
Luca Serafini
per Milannews.it
venerdì 17 ottobre 2014, 00:00Editoriale
autore Luca Serafini
17.10.2014 00:00Editoriale
Federico De Luca
Federico De Luca

Per 2 generazioni arbitrali la famiglia Lo Bello ha partecipato a pagine nere della storia calcistica milanista. Papà Concetto fu l’artefice negativo di un Lazio-Milan nel sabato di Pasqua del 1973 non convalidando il gol del 2-2 per un fuorigioco assolutamente inesistente, in un’epoca in cui eri in fuorigioco soltanto e semplicemente se ti trovavi al di là della linea dell’ultimo difensore. Valevano i 2 punti e quella sconfitta fu determinante per lo scudetto, seguita come fu dall’espulsione di Nereo Rocco e dalla squalifica (4 giornate) a Gianni Rivera che si era lamentato in campo e a fine partita “per le caviglie che la marcatura di Manservisi già nel primo tempo aveva reso sanguinanti” (fonte Laziowiki.org). Con quel punto in più i rossoneri avrebbero perso in maniera indolore il 20 maggio a Verona (5-3), 4 giorni dopo la conquista della Coppa delle Coppe.

Il figlio Rosario divenne il protagonista di un Verona-Milan 2-1 del 1990 pure decisiva per la perdita dello scudetto da parte dei rossoneri, negando sullo 0-1 un paio di rigori solari su Massaro e Van Basten, espellendo Arrigo Sacchi, Frank Rijkaard, Billy Costacurta e lo stesso Marco Van Basten che in seguito la definì “un’esecuzione”. A distanza di 24 anni, Rosario ricorda in una dichiarazione (rilasciata al collega Pietro Mazzara per Tuttosport ndr) che a fine partita “Galliani e Ramaccioni vennero a chiedere scusa nel mio spogliatoio”. Sui suoi errori monumentali nemmeno una parola, tanto meno sul rapporto molto difficile per tutta la carriera sua e del padre con la squadra con le maglie di quei colori. C’era una volta…

Sempre a proposito di dichiarazioni lette questa settimana, Silvio Berlusconi ha rilasciato un’intervista estremamente significativa ad Alberto Cerruti della “Gazzetta dello sport”. Sullo stadio nuovo, il presidente del Milan dice di amare San Siro (anche se poi vede Barbara futura presidente, peccato che la figlia lo stadio nuovo ce l’abbia in cima alla lista dei suoi eventuali programmi il giorno in cui qualcuno glieli lasciasse realizzare). Sul mercato di gennaio – quasi spaventato da un’osservazione del collega della rosea – ribadisce che la squadra è già molto competitiva così. Su Roma e Juve dice che il Milan quest’anno ha cambiato più di loro. Su strategie e prospettive, dice di “sognare la finale di Champions del 2016” (!) e di avere in mente nel frattempo una bella sfida il martedì sera a San Siro tra italiani e stranieri milanisti attuali. Sempre nel frattempo, chiarisce, tiferà Inter in Europa. Sui pochi abbonati, risponde che è colpa delle televisioni (almeno come battuta non è male, detta da lui). Su Tevez confessa di non avere rimpianti, mentre sulla cessione di Balotelli chiarisce che nemmeno lo avrebbe voluto. Sui campioni del recente passato, ammette (alleluia) che è stata anche colpa sua se qualcuno è stato lasciato andare via. Su Seedorf manco una sillaba. Sulla cessione del club, avverte che non ci pensa nemmeno “né agli stranieri né a un italiano”. Il passaggio più choccante è relativo all’ennesimo ripianamento del bilancio, “65 milioni”. Eppure avevamo sentito da altre campane che dopo l’epurazione dei big i conti erano a postissimo. Boh.  

Le prospettive restano dunque i sogni. E un’avvincente, suggestiva sfida in famiglia nei freddi e nebbiosi martedì sera milanesi. C’era una volta…

per Milannews.it

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