Torres al CorSera: “Il Milan ha dimostrato di volermi davvero, Inzaghi può darmi consigli preziosi. Potevo arrivare già nel 2001, mi sarebbe piaciuto...”
Enrico Ferrazzi
Dopo la partenza di Mario Balotelli, il Milan ha dovuto cercare una nuova prima punta e alla fine ha deciso di puntare su Fernando Torres. L’attaccante spagnolo è arrivato a Milanello dal Chelsea, dove da tempo le cose non andavano più bene: “Avevo deciso di andare via dal Chelsea – ha raccontato El Nino al Corriere della Sera -. A Mourinho ero legato da un rapporto di rispetto ma la società aveva comprato un nuovo attaccante. Con il mister avevo parlato spesso del mio futuro, lui voleva che rimanessi a Londra. Ma io avevo bisogno di uno stimolo nuovo per la mia carriera”.
OBIETTIVO EUROPA - Nella lunga intervista rilasciata al quotidiano milanese, Torres ha spiegato che il giorno decisivo per il suo passaggio in rossonero è stato il 25 agosto: “Quel giorno mi arrivò la telefonata del Milan. Mi venne presentata l’offerta che stavo aspettando. Ero in un momento particolare della mia vita professionale. Avevo bisogno di cambiare e puntavo a trovare una squadra che mi garantisse il posto da titolare. Avevo avuto altre opportunità ma ho scelto il Milan perché ha dimostrato di volermi veramente. La Champions League? La società sta vivendo una situazione a cui non era abituata. Per me sarà uno stimolo maggiore aiutare il Milan a tornare là dove merita”.
VOGLIA DI VINCERE - Non era comunque la prima volta che il Milan aveva nel mirino Torres: “La prima volta di cui si parlò di questa eventualità era la stagione 2001-2002 - ha svelato lo spagnolo -. Un tempo fra il Milan e l’Atletico Madrid avvenivano tanti scambi di giocatori: Albertini, Coloccini, Contra. Era un’altra epoca e l’Atletico non aveva alcuna intenzione di cedermi. Sarebbe stato bello giocare nel Milan che battè il Barcellona 4-0 nella finale di Coppa dei Campioni o in quello di Shevchenko. Questa è un’altra squadra: ora si lotta per tornare in Europa”. El Nino ha poi parlato del suo nuovo allenatore, Filippo Inzaghi: “Non cura solo il reparto d’attacco, guida tutto il gruppo. Certo può darmi consigli preziosi sui movimenti in area. Non credo che per diventare un grande allenatore sia necessario essere stato un calciatore affermato. Diciamo che è un extra. Io come Pippo? Non mi paragono a Inzaghi né a nessun altro, ciascuno ha la sua storia. Sono qui per vincere e per restare tanti anni. Gol, successi e titoli sono i miei obiettivi. Se vinco solo la metà di quello che ha conquistato lui sono contento… Le sostituzioni? Essere tolti dal campo non piace a me come a nessun giocatore. Non ho nessun problema con Inzaghi o lo staff tecnico ma vorrei stare in campo novanta minuti”.


