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Umiltà e spirito di squadra, Inzaghi deve resettare tutto per ripartire

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 3 novembre 2014, 19:00Primo Piano
autore Pietro Mazzara
03.11.2014 19:00Primo Piano
Alberto Lingria/Photoviews
Alberto Lingria/Photoviews

Quando Ignazio Abate parla di bagno d’umiltà da parte di tutta la squadra dice il vero. Dalla partita di Verona in poi, quindi parliamo delle ultime tre uscite, i rossoneri hanno cambiato atteggiamento nei confronti degli avversari mandando in soffitta lo spirito guerrigliero che aveva contraddistinto le prime due uscite stagionali (guarda caso coincise con due vittorie) per rimettersi quei panni che troppo spesso, nelle precedenti gestioni tecniche, erano costati caro alla squadra. Il Milan attuale è una buona squadra ma di questi giocatori, ad oggi, forse ce ne sono due al massimo che potrebbero fare i titolari in qualche top club europeo. In quel di Milanello in molti pensano che solo perché si veste la maglia del Milan si faccia paura agli avversari. No, non è così. Sono finiti i tempi in cui le squadre avversarie giocavano con timore reverenziale. Adesso, invece, tutti affrontano il Milan come meglio credono e non è raro che le loro tattiche portino dei risultati.

DOPPIA FACCIA – C’è da chiedersi, allora, quale sia il vero Milan tra quello combattivo, reattivo e voglioso di far bene delle prime uscite e di Verona oppure se è quello che arranca pericolosamente contro Empoli, Cesena, Cagliari e Palermo. Inzaghi deve trovare la risposta a questo enigma, la password giusta per scardinare un virus che troppo spesso torna a ricomporsi dentro al sistema operativo milanista mandandolo in difficoltà o, addirittura, in cortocircuito come accaduto ieri sera. Ed è proprio questa presenza di un dottor Jekyll e mister Hide che preoccupa e non poco i tifosi che ieri, per la prima volta dall’inizio della stagione, hanno fischiato la squadra al termine di una prestazione orribile fatta di tanta confusione, poche idee e, soprattutto, mancanza di fiato e lucidità. Lo spirito Milan, che si era visto in maniera ben chiara all’inizio del campionato, sembra esser rimasto rinchiuso in qualche meandro di Milanello, rimpiazzato da una spocchia che poco si addice alla qualità media della rosa attuale.

PIPPO FACCIA DI TESTA SUA – Oltre al problema mentale, Inzaghi dovrà risolvere il quesito relativo al modulo e a come adoperarlo. Il 4-3-3, con Torres unica punta, ancora una volta non ha funzionato. Lo spagnolo non gravita in area di rigore e i due esterni sono portati alla ricerca della conclusione personale. In più tornano a latitare i cross puliti dalle fasce e questo comporta una mancanza di pericolosità nell’area avversaria. Se a questi elementi oggettivi ci aggiungiamo il fatto che Menez, da esterno, non rende ecco che il quadro inizia a delinearsi. Il Milan aveva trovato un po’ di equilibrio e di cattiveria con il 4-2-3-1 con Bonaventura e Honda che in fase di non possesso si abbassavano sulla linea dei centrocampisti andando a costruire così un 4-4-2 che chiudeva gli spazi. Inzaghi lasci perdere le lezioni del venerdì del presidente e torni a fare di testa sua. Il materiale è quello che è ma siamo sicuri che la società (giustamente), soprattutto a gennaio, farà qualcosa per non farlo naufragare. Perché Pippo lo merita ma serve una sterzata decisa.

per Milannews.it

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