Traguardi troppo ambiziosi e rischio contraccolpo: Inzaghi deve ritrovare il suo Milan operaio
Matteo Calcagni
Dopo la parentesi del Trofeo Berlusconi, vetrina utile per "rodare" alcuni giocatori, il Milan deve rituffarsi sul campionato e provare a cancellare la cocente delusione contro il Palermo. Una sconfitta e una prestazione altamente insufficiente che hanno inevitabilmente minato certezze ed ambizioni di classifica. Più passano le settimane e più ci si rende conto che il terzo posto sia più un'utopia che un obiettivo concretamente raggiungibile. Non sarà stato un errore puntare così in "alto", rischiando automaticamente di compromettere traguardi più consoni alle qualità della rosa?
NON VOLARE TROPPO IN ALTO - L'esperienza dello scorso anno dovrebbe servire come monito: la squadra, dopo un terzo posto miracoloso, fu caricata di eccessive responsabilità e si afflosciò inevitabilmente sulle sue tantissime lacune. La rosa di questa stagione è probabilmente migliore della precedente (anche se qualche singolo manca terribilmente), ma questo non sembra poter bastare per scalare così tante posizioni di classifica. Il traguardo dell'Europa League appare una sorta di minimo sindacale per i rossoneri, ma così non è... I posti per la seconda competizione europea sono solo tre (che potrebbero diventare due) e le squadre in lotta sono veramente tante. Se il terzo posto diventasse irraggiungibile il Milan non potrà permettersi di sbracare, altrimenti rischierebbe di profilarsi il secondo anno consecutivo fuori dall'Europa.
A GENOVA COME A VERONA - Al Ferraris il Milan ha la ghiotta chance di risollevarsi sia in termini di umore che di classifica, andando ad agganciare una delle formazioni che meglio ha figurato in questo avvio di campionato. Non bisognerà però peccare di presunzione: per vincere a Marassi, o comunque uscire con un risultato positivo, i rossoneri dovranno restare umili e compatti, senza iperboli ed eccessi. Inzaghi ha alzato i ritmi in allenamento e le sensazioni sono simili a quelle del pre-Verona, ma le risposte vere dovranno essere sul campo. Cagliari e Palermo sono state due delle peggiori prestazioni del Milan negli ultimi anni, e sono arrivate una in fila all'altra: riabbracciare velocemente il Milan tonico e "operaio" di inizio campionato deve essere il primo obiettivo del tecnico piacentino.


