Inzaghi e il Milan si (ri)affidano a Menez. Sperando che passi il pallone
Salvatore Trovato
Adesso serve il vero Menez. Filippo Inzaghi si affida ancora al francese, schierandolo nel ruolo che maggiormente preferisce, quello di "falso nueve". Stavolta, però, Jeremy è chiamato a fare la differenza, dopo alcune prove decisamente opache, l’ultima contro il Palermo, a San Siro, in una notte da dimenticare, suggellata dai fischi dei tifosi. A Genova, contro la Sampdoria, il sette rossonero - come riporta stamane il quotidiano Tuttosport - torna al centro del progetto di Pippo, come è successo in avvio di Campionato.
RISCATTO - È lì che Menez vuole giocare, tra i due esterni d’attacco, libero di muoversi e svariare sul fronte offensivo, senza dare punti di riferimento agli avversari. Ma è proprio lì che deve dare quel qualcosa in più che è mancato nelle ultime uscite. Quando è stato schierato sulla fascia, infatti, l’ex Paris Saint-Germain - osserva Tuttosport - non ha inciso, zavorrato (forse) dalla presenza in avanti di una punta centrale. Risultato: squadra ingabbiata e Menez contro tutti, testardo nel disperato tentativo di risolvere da solo la questione, senza ovviamente riuscirci.
CERTEZZE - La scelta di Inzaghi, in vista della delicata sfida del Ferraris, non è casuale né banale. Il Milan, in questa prima parte di stagione, ha dato il meglio proprio con Jeremy in quella posizione, ed è cosa buona e giusta riproporlo proprio nel bel mezzo di un momentaccio che potrebbe trasformarsi, in caso di sconfitta, in crisi certificata. Il pallone, dunque, passa ora sui piedi di Menez, che dovrà sì rischiare i dribbling (per creare superiorità numerica) e le giocate, provando, però, a chiamare in causa anche i compagni.


