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Il 4-2-3-1 è il modulo per questo Milan. Per fare il 4-3-3 servono altri giocatori. Scout ancora all'opera nelle prossime due settimane prima di pensare solo al derby

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 10 novembre 2014, 00:00Editoriale
autore Pietro Mazzara
10.11.2014 00:00Editoriale

Benedetta sosta. Il Milan arriva alla pausa per le nazionali con la necessità di riprendere fiato e di trovare una soluzione per svoltare. Il processo di costruzione della squadra sta portando Pippo Inzaghi su alcune strade tortuose che il tecnico, nonostante i problemi dovuti alla struttura della rosa, sta cercando di affrontare nel migliore dei modi. A Genova, ad esempio, la lettura della partita è stata corretta soprattutto nella ripresa quando sotto di un gol, Inzaghi ha rimesso il Milan in campo con il 4-2-3-1 che, come per incanto, è sembrato dare nuova linfa ai giocatori in campo. In questo momento, con questi giocatori, il Milan non ha le pedine giuste per fare il 4-3-3 perché c’è troppa poca qualità e troppi muscoli da far girare in contemporanea. Il modulo con i due mediani, invece, permette alla squadra di poter effettuare una fase difensiva diversa dove almeno sei uomini (i quattro difensori e i due centrocampisti difensivi) sono chiamati a non dare troppo spazio agli avversari. In più, se a questi sei, ci aggiungi il lavoro in fase di sacrificio dei due trequartisti esterni, ecco che si difende in almeno 7 per non dire 8 elementi. Il 4-3-3, invece, ha spesso comportato delle situazioni differenti con il Milan sorpreso a fare una fase difensiva a cinque uomini contro le avanzate (almeno tre uomini) avversarie.

Inzaghi, che è uomo di calcio e attento studioso della materia, sa bene che manca la qualità in mediana e che Bonaventura si adatta a giocare nei tre di mezzo ma rende meglio 10 metri avanti. Allora, in attesa del rientro di Montolivo, che venga data fiducia nel cuore del centrocampo a Marco Van Ginkel. L’olandese, che conosce a menadito il modulo con i due mediani, ha fornito una bella prestazione con il San Lorenzo salvo poi rimanere in panchina tutta la partita contro la Samp ad appannaggio di un Essien che è solo lontano parente della piovra che fu ai tempi del Lione e del Chelsea. In più va valutata anche la situazione relativa alla gestione di alcune scelte. Prima Menez contro la Fiorentina e poi Honda contro la Sampdoria sono state due scelte che hanno destato non pochi dubbi. I due, in quelle occasioni, non avevano avuto molta continuità negli allenamenti settimanali in quel di Milanello ma, al momento delle scelte, Inzaghi gli ha dato nuovamente fiducia inserendoli nell’undici titolare. Tuttavia i risultati non hanno dato ragione al tecnico, soprattutto il giapponese, sabato sera, è sembrato stanco e fuori dal gioco e la sfacchinata che si dovrà sorbire per rispondere alla chiamata del Giappone per la doppia amichevole delle prossime settimane, non lo aiuterà. E alle porte c’è il derby.

Anche nel corso di questa pausa per le nazionali, gli uomini mercato del Milan saranno in giro per l’Europa a visionare i vari profili già appuntati. Sono già molti i nomi visionati dagli scout rossoneri, guidati e organizzati dal DS Rocco Maiorino, e sulle tribune di alcuni stadi europei non sarà un caso vederli prendere nota. Intanto ieri, seppur non in maniera diretta, è stata registrata la cinquina che Kramaric ha rifilato all’NK Lokomotiva nel 6-0 del Rijeka e domenica sera, se sarà della sfida, verrà visionato anche a San Siro contro l’Italia. Sotto osservazione, ma in Sud America, c’è anche Sebastian Vegas, difensore dell’Audax Italiano che milita nel campionato cileno e segnalato da alcuni osservatori nel corso del viaggio in Sud America proprio di Maiorino e Monaco un mese fa. Tra campo e mercato, iniziano due settimane di passione in casa Milan. Due settimane che porteranno alla partita delle partite: il derby.

per Milannews.it

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