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Colombo: "Torres è bloccato mentalmente, Menez stanco. Il Milan rispecchia la personalità di Inzaghi"

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Redazione MilanNews
Fonte: Intervista di Antonio Vitiello
martedì 11 novembre 2014, 20:00ESCLUSIVE MN
autore Redazione MilanNews
11.11.2014 20:00ESCLUSIVE MN
DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS

Angelo Colombo, ex centrocampista rossonero dal 1987 al 1990, è stato intervistato in esclusiva da MilanNews.it per parlare del momento dell'undici di Filippo Inzaghi.

Sul momento del Milan: "Avrebbe potuto avere qualche punto in più, si vede una bella squadra. Una squadra nuova con un allenatore nuovo. Si vede un bel gruppo, la mentalità Milan. Si sono viste delle belle cose, certamente ci vuole del tempo, ma il gruppo c'è. Anche con la Sampdoria c'è stato un buon Milan, è chiaro che tutti devono migliorare, ci sono dei margini. Sono ottimista".

Sul piazzamento europeo: "Abbiamo visto il Napoli come si è risollevato dopo tre vittorie. Tranne la Juve, le altre quattro/cinque squadre dietro i bianconeri si equivalgono. La classifica è corta, la Lazio era partita malissimo poi prima della sconfitta ad Empoli si è trovata terza in classifica. E' un campionato molto equilibrato, c'è la Juve che sta facendo come l'anno scorso ma anche lei troverà delle fasi in cui non le riesce tutto quello che le riesce adesso. E' impossibile mantenere per tutto il campionato questo livello. La storia ci insegna questo".

Su Torres: "Non si discutono le sue qualità tecniche, le conosciamo da sempre. La sua carriera ce lo dice. Credo sia più un discorso psicologico. E' da qualche anno che non gioca partite intere consecutivamente. E' il mio parere da fuori, ma lui ha bisogno di continuità. La cosa più importante è la crescita psicologica. Ha bisogno di un po' della cattiveria che ha Tevez. E' un po' bloccato mentalmente perché le qualità non si discutono. Ha bisogno di fiducia, una volta che l'attaccante trova il gol cresce l'autostima e l'entusiasmo. Ha bisogno di fare gol e di giocare. E' chiaro che se non giochi con continuità è difficile trovare la condizione".

Su Menez: "Anche lui arrivava dall'anno scorso dove giocava poco. Quest'anno ha sempre giocato e magari è sopraggiunta un po' di stanchezza. Anche lui ha delle qualità enormi come El Shaarawy che sabato è tornato al gol. Davanti il Milan ha delle ottime soluzioni e diverse soluzioni. E' messo bene per quanto riguarda le punte".

Sui gol presi: "Bisogna prendere meno gol, però non dipende solo dalla difesa ma anche dal lavoro del centrocampo che deve aiutare la retroguardia. Le squadre prendono meno gol quando c'è un lavoro di squadra e un collettivo unito. Il centrocampo deve aiutare così come la difesa. Il massimo sarebbe difendere in undici ed attaccare in undici. Se osserviamo le big europee e quelle italiane ci accorgiamo che attaccano in undici e difendono in undici. Bisogna correre, abbiamo quello che ha fatto Tevez domenica, il primo difensore e il primo attaccante".

Sul modulo: "Ormai un giocatore professionista sa esprimersi in tutti i moduli di gioco, tutto sta in come viene interpretato. Tutti i moduli vanno bene, in base a chi è disponibile l'allenatore decide. Vediamo quante squadre hanno lo stesso modulo, ma vediamo interpretazioni diverse. E' già soggettivo tra allenatore e allenatore, poi ci sono i giocatori in campo che hanno diverse caratteristiche tra loro. Tutte le squadre esprimono la personalità dell'allenatore, se il tecnico è aggressivo la squadra diventa come lui. Inzaghi lo vedo abbastanza aggressivo. In Francia è primo in classifica il Marsiglia di Bielsa, una squadra aggressiva. Dove lui è andato la sua squadra si è espressa in questo modo. Ogni squadra esprime l'80% e il 90% della personalità e psicologia del proprio allenatore".

Fonte: Intervista di Antonio Vitiello

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