Dopo Bonaventura il Milan punta forte su Baselli: un approdo come cambio di filosofia
Matteo Calcagni
Giacomo Bonaventura, ingaggiato proprio negli ultimi minuti del mercato, si sta rivelando per distacco il miglior acquisto estivo rossonero. Il Milan ha speso in maniera intelligente, prendendo un giocatore talentuoso, duttile e lodevole dal punto di vista comportamentale: il calciatore perfetto per così dire... Chissà che, dopo anni trascorsi a sfornare troppi milioni per gli stipendi lordi dei parametri zero, il club rossonero non abbia cambiato rotta, ora consapevole che certi investimenti non possono che avere un esito positivo.
MILAN SU BASELLI - In questo senso si sposano le ultime, numerose, notizie che vorrebbero il Milan in forcing su Daniele Baselli dell'Atalanta. Secondo Tuttosport i rossoneri avrebbero addirittura sorpassato l'Inter, cercando di replicare quanto accaduto per Bonaventura. I buoni rapporti con i bergamaschi e l'ultimo affare, vantaggioso per entrambe le società, potrebbero favorire una nuova trattativa, magari già a gennaio, per un giocatore che potrebbe senza dubbio scrivere pagine importanti in rossonero.
INVESTIMENTO SENSATO - Il centrocampista bresciano, giovane ma già esperto nella massima serie italiana, dispone di qualità tecniche che aiuterebbero senz'altro la mediana milanista. Con Baselli il Milan si assicurerebbe un tassello importante per il presente e per il futuro, senza lasciarsi andare ad esoticità fallaci. Pensiamo a quanto accaduto lo scorso gennaio: il Milan, costretto ad acquisire un centrocampista, ingaggiò Essien (gran professionista ma inevitabilmente lontano dalle sue stagioni migliori), riservandogli un lauto stipendio tra i più alti della rosa. Risultato? Il ghanese ha giocato pochissimo e i problemi del centrocampo (accentuati dall'infortunio di Montolivo) non sono stati risolti. Con Baselli ci sarebbe un netto cambio di mentalità da parte della società rossonera, con un investimento sensato per un giovane di qualità in una zona di campo (fondamentale) dove ci si è troppo spesso arrangiati.


