Dualismo o coabitazione? Una settimana per sciogliere l'enigma offensivo
Matteo Calcagni
Questi primi mesi del Milan targato Inzaghi sono stati caratterizzati dal dualismo tra Menez e Torres, due giocatori che si sono principalmente alternati fra loro. I due sono partiti insieme, da titolari, soltanto in tre occasioni: ad Empoli, a Cesena e in casa contro il Chievo. A sette giorni dal derby, questo dualismo non sembra esaurirsi, dato che il ballottaggio fra il francese e lo spagnolo resta uno dei temi più caldi.
OPZIONI - Ad oggi è complicato sbilanciarsi su chi, fra i due sopracitati, venga preferito nel probabilissimo 4-3-3. Le percentuali sono molto vicine, quasi alla pari, con lo spagnolo che spinge dopo le due panchine consecutive contro Palermo e Sampdoria. Meno ventilata l'opzione 4-2-3-1, modulo invocato da molti ma che Inzaghi difficilmente riproporrà dall'inizio in un match complicato come il derby.
DUALISMO E COABITAZIONE - Quello che è un dualismo, e lo sarà quasi certamente anche al derby, nel tempo dovrebbe comunque trasformarsi in coabitazione. Sia Menez che Torres hanno palesato alcune difficoltà nelle ultime settimane, ma rinunciare sempre ad uno dei due potrebbe rivelarsi un ulteriore limite per questo Milan. Quando il tecnico piacentino avrà a disposizione sia de Jong che Montolivo, mediani che meglio interpretano la linea a due, il 4-2-3-1 potrebbe tramutarsi nel principale vestito rossonero. Una disposizione che, automaticamente, porterebbe alla riproposizione del binomio dell'ex Chelsea e dell'ex PSG.


