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Albertini a Tuttosport: “Milan, il terzo posto è possibile. Montolivo recupero importante. Torres? Vi spiego le sue difficoltà, anche Llorente...”

autore
Enrico Ferrazzi
per Milannews.it
mercoledì 3 dicembre 2014, 10:00Primo Piano
autore Enrico Ferrazzi
03.12.2014 10:00Primo Piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

Per avere un commento sui primi mesi in Italia di Fernando Torres in Italia, Tuttosport ha intervistato il suo ex compagno all’Atletico Madrid Demetrio Albertini, il quale ha spiegato: “Se si vuole vedere il vero Nino, bisogna aspettare. Il Torres attuale non è quello che tutti conoscevamo. Viene da due stagioni in cui ha giocato poco, non è semplice ritrovarsi. Fernando deve essere consapevole di ciò che ha vissuto: viene da un lungo periodo in cui ha giocato poco, deve ritrovare certezze, stima in se stesso non solo tramite le parole, ma anche nei gesti, in alcune situazioni. Inoltre non dimentichiamo che in Spagna e in Inghilterra si gioca un calcio più aperto di quello italiano, ci sono più spazi e di conseguenza un attaccante ha anche 4-5 palle gol a partita. Per lui in Serie A è tutto completamente nuovo”.

COME LLORENTE - Le difficoltà di Torres, secondo Albertini, dipendono anche dal fatto che il Milan è una squadra in cui ci sono stati molti cambiamenti: “Io credo che le sue difficoltà, oltre a quelle dell’ambientamento, siano legate al fatto di essersi ritrovato in una squadra profondamente cambiata rispetto alla stagione precedente, con un allenatore nuovo. Quando si ricostruisce un mosaico con 5-6 undicesimi diversi, è logico avere meno certezze e sicuramente i nuovi ne avranno ancora meno. Quando uno straniero arriva in una squadra consolidata, si adatta più facilmente”. L’ex centrocampista del Milan ha poi fatto il paragone con Fernando Llorente: “Lo juventino è un esempio concreto. Llorente non aveva difficoltà sotto l’aspetto fisico, mentre Torres ne ha. Dopo 2-3 mesi si è adeguato ai canoni italiani di allenamento e partita, ma era nella squadra campione d’Italia e i nuovi erano solo lui e Tevez. Torres ha bisogno di un periodo di ambientamento, spetterà al giocatore e ad Inzaghi capire il percorso migliore, e non è da escludere che si debba passare anche dalle panchine. Il resto sono tutte chiacchiere. È oggettivo che, dopo due anni senza giocare, serve un rilancio, ma ci sono difficoltà che riguardano lui, come altri giocatori. Quando si fa un puzzle si inizia con la cornice e poi si riempie il resto, ma se ogni estate si rompe la cornice...”.

OBIETTIVO POSSIBILE - Dopo la vittoria contro l’Udinese, il Milan si è intanto rilanciato nella corsa al terzo posto, obiettivo che per Albertini non è impossibile: “Il Milan è un cantiere aperto, ma secondo me tutto dipende da loro, da Inzaghi e dai giocatori. A parte Juventus e Roma, le altre rivali sono discontinue e non vedo nessuno che eccelle. In questo momento, qualunque squadra, trovando la quadratura, può ambire al terzo posto. Inzaghi ritrova Montolivo e sarà importante: nessuno a centrocampo ha la sua qualità”.

per Milannews.it

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