Sale Menez, scende Torres. Il Milan perfetto di Berlusconi gioca senza punte
Salvatore Trovato
Tutti perfetti, o quasi... Silvio Berlusconi, in visita ieri a Milanello per la quattordicesima volta in stagione, ha voluto personalmente applaudire la squadra per l’ottima partita disputata contro l’Udinese. Una prestazione da Milan, da vero Milan, quello che attacca e impone il suo gioco, entrando in area con regolarità. Questa, secondo il presidente, è la strada da seguire. Il cambiamento giusto che tutti aspettavano. Ora non resta - e qui viene il difficile - che continuare così, già da domani contro il Genoa.
MENEZ IN, TORRES OUT - Ma il Milan che ha stregato Berlusconi, evidenzia stamane La Gazzetta dello Sport, è quello che gioca con il 4-3-3, senza un centravanti di ruolo (tanto caro allo stesso Cavaliere) ma con Jeremy Menez falso-vero nove. Ed è proprio al francese che il patron rossonero ha riservato maggiori attenzioni nel corso della visita di ieri, dopo l’exploit con doppietta di domenica. L’attacco, con lui al centro e Stephan El Shaarawy a sinistra, funziona a meraviglia, soprattutto quando l’ex Psg si incolla al portiere. E Fernando Torres? Per lui solo una pacca sulla spalla e una domanda piccola cosi: "Come stai Niño?". Insomma, non è il Milan dello spagnolo. Anzi, non lo è mai stato e adesso che anche Berlusconi sembra essersi ricreduto sul modulo "inzaghiano" senza punte, per Torres il futuro non può che essere ancora più incerto.
IMPEGNI RISPETTATI - A proposito di Pippo. Il tecnico ha mantenuto la sua promessa, o meglio, ha centrato un primissimo obiettivo: far divertire il presidente. Tra i due il rapporto è sempre più solido, aldilà di qualche piccola punzecchiatura presidenziale (come a settembre, quando Berlusconi dichiarò: "Io continuo ad andare a Milanello, ma se poi non fanno quello che dico..."). Questo Milan, adesso, piace al numero uno di via Aldo Rossi, che, dal canto suo, sta mantenendo la parola data: tornare a occuparsi del club.


