Un brutto Milan fallisce l'ennesima prova del nove: difficoltà diffuse e terzo posto che se ne va
Matteo Calcagni
Nessuno pensava che a Marassi il Milan avrebbe avuto vita facile, contro un Genoa messo bene in campo e in forma smagliante. Quello che però ci si aspettava, o meglio si sperava, era un Milan più combattivo, più convinto nei propri mezzi, più volitivo nel cercare il successo. E invece, all'ennesima prova del nove stagionale, l'undici rossonero ha steccato, fagocitato dalla verve rossoblù ed affossato dalle solite, e ormai puntuali, distrazioni su calcio piazzato. Se in avvio è mancato l'approccio giusto, nella ripresa è mancato sostanzialmente tutto, in quarantacinque minuti che hanno ricordato la sterile ripresa contro il Palermo.
OCCASIONE FALLITA - Perdere contro questo Genoa è comprensibile, dato che anche la Juve capolista è caduta al Ferraris, ma è evidente che per raggiungere obiettivi d'eccellenza certi scivoloni non sono ammessi. Il terzo posto, tanto decantato, si è allontanato ancor di più, con un immediato calendario che certamente non sorride: Napoli e Roma, di fila, prima di Natale. Ogni volta che si parla di traguardi ambizioni, di salti di qualità, questa squadra non riesce mai a rispondere presente.
DIFFICOLTA' IN MEZZO AL CAMPO - Probabilmente gettare Montolivo nella mischia è stato un errore, così come l'immediata rinuncia a van Ginkel, giocatore che con l'Udinese è stato decisamente prezioso per gli equilibri e le manovre in mezzo al campo. Allo stesso modo, più che un problema di singoli, è stata tutta la squadra a faticare, con pochissimi giocatori a salvarsi sul piano personale. Grandissima difficoltà a centrocampo, trame spente sul nascere e tanta, troppa, confusione... Voltare pagina è l'unica possibilità, ma bisognerà farlo in fretta, in modo da presentarsi con tutt'altro spirito al decisivo confronto col Napoli.


