La discesa di Torres e il problema realizzativo: il solo Menez non basta
Matteo Calcagni
Dopo aver giocato il derby da titolare, settima gara dal primo minuto in stagione, Fernando Torres ha osservato dalla panchina le ultime uscite contro Udinese e Sampdoria, senza neanche subentrare a gara in corso. A Marassi, col Milan sotto 1-0, Inzaghi ha preferito allo spagnolo prima Pazzini e poi Niang, quest'ultimo riproposto in campo dopo circa tre mesi. Quello che è stato probabilmente l'acquisto più "sfarzoso" dell'estate rossonera, sta diventando una sorta di mistero: un solo gol ed una discesa vertiginosa nelle gerarchie del tecnico piacentino.
TORRES E NON SOLO - E' palese che al Milan, e non solo, si aspettassero un rendimento differente dall'ex Chelsea, a prescindere dal solo gol segnato in quel di Empoli. Per spezzare una lancia in favore dell'iberico, si potrebbe allargare la problematica a tutti i centravanti rossoneri, con il solo Menez a contrastare un vero e proprio digiuno realizzativo. Bisogna però sottolineare che quattro delle sette reti del francese sono arrivate su rigore: gli altri tre centri, sommati all'unico gol di Torres, diventano quattro reti su azione complessive di tutte le prime punte rossonere. Poche, troppo poche in quindici giornate.
PROBLEMA REALIZZATIVO - E' palese che il solo Menez non può essere sufficiente per raggiungere i primi posti in classifica, tenendo conto che Honda, dopo un inizio sprint, non sta segnando da quasi due mesi. Si pensava che Torres potesse metterci del suo, ma è evidente che le mancanze tecniche e tattiche della squadra non aiutino lui e nessun nove della squadra. In futuro si potrebbe puntare su attaccanti di diversa tipologia, più dinamici e capaci di costruirsi da soli azioni da gol, ma la cosa più importante è il presente. Oltre a Menez servono le reti di almeno un altro centravanti, che sia Torres, Pazzini o Niang... Proprio quest'ultimo, in quei pochi minuti giocati a Marassi, ha mostrato qualche spunto aggiuntivo rispetto agli altri due colleghi. Nulla per cui gridare al miracolo, ma una considerazione comunque dovuta: qualora continuassero a non arrivare i gol dei primi due, tentare con il giovane francese diventerebbe quasi obbligatorio.


