Milan, un altro anno di anonimato. Il mercato si sblocca con le partenze ma attenzione a chi arriva
Antonio Vitiello
Altro giro altra delusione, stesse lamentele di ogni fine settimana, medesimi errori e recriminazioni. Il Milan vive purtroppo il suo secondo anno di anonimato, quello che tutti i sostenitori del diavolo speravano di non dover subire. Il terzo posto paradossalmente è ancora alla portata per la pochezza della serie A e delle avversarie ma il Milan ha una squadra con troppe lacune. Ci sono giocatori che commettono gli stessi errori ormai da anni e continuano ad essere titolari, l’intero gruppo ha sicuramente qualche elemento di valore ma mediamente è una squadra che concede troppo e si distrae con estrema sufficienza. Naturalmente ci sono delle attenuanti come l’aver in panchina un allenatore alla sua prima esperienza, oppure quella di essere ancora nel pieno dei lavori per forgiare uno spirito di gruppo. Il problema è che a Milano la pazienza ha un limite. La piazza è esigente e non può tollerare un altro anno di sconfitte e figuracce tra i campi italiani.
Ci sono squadre come il Milan in cui non puoi sbagliare due o tre anni di fila. I cicli finiscono per natura ma poi iniziano altri e in questo momento il club non sembra essere capace di inaugurarne uno nuovo e vincente. Sono tre stagioni che il Milan non lotta per i vertici della serie A, e quasi ci si sta abituando a considerarla non più tra le grandi del nostro calcio. Sembra quasi che il Milan ogni anno sia destinato al ruolo di comparsa, di formazione limitata che può arrivare al massimo quinta o sesta, se tutto va bene.
Per il mercato di gennaio non sono previsti grossi investimenti. Qualche milioncino in più procurato dal rinnovo della sponsorizzazione con Fly Emirates ma nulla di sconvolgente. Anche perché i nomi accostati al Milan per la sessione invernale non sono esaltanti. Si parla di giocatori normali che andrebbero, nel migliore dei casi, ad alzare in modo impercettibile l’asticella della qualità. Ma i campioni veri, quelli che risolvono partite da soli, nemmeno l’ombra. Attenzione quindi a non investire risorse in giocatori che andrebbero a cambiare poco l’attuale fisionomia della squadra, come già successo in passato.
Inoltre il mercato è bloccato da una rosa troppo ampia. Dei 28 giocatori a disposizione di Inzaghi, alcuni come Albertazzi e Zaccardo, non hanno nemmeno visto il campo per un minuto. Pazzini gioca col contagocce, così come Niang, Armero è stato chiamato in causa solo per una grossa emergenza. Torres dovrebbe essere il titolare ma non segna nemmeno a porta spalancata. Van Ginkel è scontento perché non gioca, così come Saponara, in difesa sulle fasce non ci sono sostituti naturali di Abate e De Sciglio. Problemi da risolvere ce ne sono ma prima di pensare a possibili entrate, il Milan ha l’obbligo di tagliare qualche ingaggio e ridurre il numero della panchina.


