Un quinquennio per il nuovo stadio, un quinquennio per costruire un Milan vincente
Matteo Calcagni
Passi decisivi e importantissi verso il nuovo stadio. Forse è questa la più bella notizia per la tifoseria rossonera, da anni ormai lontana dagli entusiasmi e dalle gioie che furono. Secondo quando riferito dall'edizione di ieri de La Gazzetta dello Sport, Barbara Berlusconi avrebbe trovato l'intesa con Fondazione Fiera Milano per la costruzione dell'impianto in zona Portello. Uno stadio "bolgia" per tornare, un passo alla volta, non solo nell'elité commerciale ma anche in quella tecnica.
PROGETTO TECNICO - Per lo stadio si dovrà attendere almeno quattro/cinque anni, un lasso temporale consistente dove si dovrà lavorare molto (e bene) sulla gestione della squadra, in modo che nel 2020 non si debba attendere un altro lustro per poter vincere. La tifoseria sarebbe anche disposta ad aspettare per il ritorno degli allori, soprattutto se si costituisse un preciso progetto tecnico sulla rosa. Nelle prossime stagioni il Milan dovrebbe puntare su un numero elevato di giovani, in modo che, quando il nuovo impianto vedrà la luce, la squadra sarà pronta per alzare trofei al cielo.
MERCATO RAGIONATO - In questo senso sarà probabilmente già importante il prossimo mercato estivo, quando tanti contratti andranno in scadenza ed inevitabilmente si dovrà pensare a modifiche sostanziali. Al netto del nuovo remunerativo accordo con Emirates, e della diminuzione del monte ingaggi, in casa rossonera aumenterà la disponibilità economica: nessuno spazio per colpi da 40 milioni, ma realistiche possibilità di mettere a segno qualche affare sullo stile Bonaventura. Probabilmente due/tre acquisti di questo genere non saranno sufficienti per tornare subito a competere per lo scudetto, ma l'asticella potrebbe alzarsi, creando i presupposti per un lento ma realistico ritorno ai successi.


