Gazzetta - Pippo stoppa Berlusconi: il Milan non è (ancora) da terzo posto
Salvatore Trovato
Grandi sì, ma non adesso. Il messaggio di Filippo Inzaghi non fa una piega. Il Milan pensa in grande, ma servirà del tempo per tornare a certi livelli. Il tecnico piacentino, da inizio stagione, non ha mai dimenticato di ribadire un concetto per lui fondamentale: "Dobbiamo sempre ricordarci da dove arriviamo, cioè da un ottavo posto. Non ha senso parlare di Champions ora, i conti li faremo alla fine". Parole ripetute più volte davanti a microfoni e taccuini, che cozzano, però, contro la convinzione del presidente Silvio Berlusconi.
REALISMO - Ieri, in conferenza stampa, come evidenzia stamane La Gazzetta dello Sport, mister Pippo ha frenato gli impeti del Cavaliere: "Questo Milan non può ancora fare il salto per il terzo posto". Nessuna illusione, dunque: aldilà delle esternazioni del patron (buone, più che altro, per rassicurare gli sponsor), la squadra è quella che è, e il processo di crescita sarà lungo. Inzaghi - sottolinea la rosea - avrebbe potuto solcare il mare dell’entusiasmo presidenziale, invece ha girato la barca controcorrente. Realismo, innanzitutto.
OBIETTIVO - Perché i tifosi meritano rispetto e certezze, non mezze verità o falsi proclami. "Faremo grandi cose - ha aggiunto l’allenatore - ma non vogliamo illudere nessuno: non so quanto ci vorrà per diventare grandi". Quando si dice onestà intellettuale. L’ex nove rossonero crede nel progetto e ha fiducia nel club, ma sa benissimo che la strada è ancora lunga e tutta in salita. Il Milan, in questo Campionato, ha un solo, realistico obiettivo: pensare di partita in partita, puntando sì all’Europa ma senza particolari assilli.


