Gli occhi della tigre, così Inzaghi ridà l'anima al suo Diavolo. I dubbi del Milan su "Mister B". Stadio, il piano economico dei rossoneri tra sponsor e cessione di quote: lo scenario
Pietro Mazzara
Se la scorsa settimana non avevamo esitato ad effettuare una critica importante nei confronti di Inzaghi e della partita che il suo Milan aveva fatto contro il Genoa, oggi dobbiamo essere altrettanto onesti nel dire che, contro il Napoli, il Milan è sceso in campo con il giusto piglio e con quella grinta che serviva per giocare uno scontro diretto come quello vinto contro la squadra di Benitez. Il gol di Menez ha sbloccato una partita che, nel suo complesso, è stata abbastanza combattuta. Una gemma di Menez ha scoperchiato tutto ma il migliore in campo, per distacco, è stato un grande Giacomo Bonaventura che ha mandato in porta il francese e poi, su cross di Armero, ha messo in ghiaccio (vista la temperatura non è un errore dire così) i tre punti. Ci sarà da valutare la coscia di Rami per capire se ci sarà o meno contro la Roma ma, se il Milan sarà questo, potrà provare a mettere in difficoltà la squadra di Garcia.
Nel corso degli ultimi giorni, attorno all’ambiente Milan, si sono sparse nuove voci su un possibile interessamento di un magnate thailandese pronto ad investire nel club. Ebbene, nel momento in cui scriviamo, nessuna delle aree strategiche del club è stata contattata direttamente dai rappresentanti di tale Bee Taechaubol che, di professione, fa il CEO di una società specializzata nell’acquisizione di società quotate in borsa. Il suo interessamento, rivelato a Fabio Cannavaro ma anche ad altri ex giocatori che conoscono bene l’ambito milanista, sarebbe molto teorico e poco pratico. Anche in Ernst and Young, la società che si occupa della redazione del bilancio del Milan oltre a seguire, passo dopo passo, le questioni economiche del club, sono molto scettici in merito ad un eventuale approccio di ”Mister B.” al club anche perché, a livello strategico, c’è già un altro piano in atto.
Quando Barbara Berlusconi ha annunciato, anche nel corso del brindisi con la stampa di venerdì, che nella prima metà del 2015 sono attese delle novità importanti, non mentiva. L’ad dell’area commerciale del club attende le risposte dalla burocrazia per capire dove e quando iniziare la costruzione dello stadio. Un impianto che, da quello che ci risulta, non sarà da 42 mila spettatori ma da almeno 50 mila, questo perché il club non si vuole precludere la possibilità di ospitare, un domani, una finale di Champions League. Due settimane fa, proprio in merito allo stadio, Lady B aveva detto che il club non ha problemi economici perché ci sono molte aziende interessate a questo progetto. Una su tutti ed è Emirates. La compagnia di Dubai, infatti, è pronta a finanziare la costruzione del nuovo impianto con una somma molto ingente che, guarda caso, è pari alla valutazione che il Milan fa del 20-30% delle azioni societarie ovvero circa 300 milioni di euro. Così facendo, proprio come per il modello Bayern Monaco, Emirates entrerebbe nel pacchetto azionario del club e non è da escludere che, in futuro, il Milan possa aprire anche alla cessione di un altro 10% delle proprie quote ad un altro sponsor. Al Bayern, d’altro canto, funziona così con Audi, adidas e Allianz che siedono da tempo nel CdA dei bavaresi e di questa situazione ne avevo parlato un anno e mezzo fa (CLICCA QUI).
Infine una rapida panoramica sul mercato invernale. L’infortunio di Van Ginkel potrebbe cambiare gli obiettivi rossoneri che, a questo punto, dovrebbero accelerare per arrivare a Marcelo Brozovic della Dinamo Zagabria. Sulla fascia sinistra di difesa, invece, si cercherà di prendere Leonel Vangioni del River mentre in uscita ci sono Niang (lo vuole il Werder), Albertazzi (occhio al Rayo Vallecano), Saponara (Empoli, Atalanta e Torino su di lui) e Zaccardo. Occhio anche alla pista El Shaarawy-Borussia Dortmund. Il Milan, dopo aver cercato di venederlo all'Anzhi è nuovamente diposto a trattare per la cessione del Faraone che, al momento, non avrebbe intenzione di lasciare i rosoneri perchè convinto di poter dare ancora molto. Ma le vie del mercato possono cambiare spesso e in corso d'opera.


