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Tra entusiasmo, problemi e soluzioni: i primi sei mesi di Inzaghi da allenatore del Milan

autore
Enrico Ferrazzi
per Milannews.it
giovedì 25 dicembre 2014, 20:00Primo Piano
autore Enrico Ferrazzi
25.12.2014 20:00Primo Piano
Matteo Gribaudi/Image Sport
Matteo Gribaudi/Image Sport

"AC Milan comunica di avere esonerato l’allenatore Clarence Seedorf e di avere affidato la Prima Squadra, fino al 30 Giugno 2016, a Filippo Inzaghi": con questo comunicato ufficiale del 9 giugno 2014 il Milan ha annunciato la sua decisione di affidare la panchina a Filippo Inzaghi, che nell’ultima stagione aveva ricoperto il ruolo di allenatore della Primavera. Da quel giorno è iniziato il lungo percorso della squadra rossonera per tornare in Europa dopo il deludente ottavo posto dello scorso campionato.

ALTI E BASSI - L’arrivo di Inzaghi sulla panchina milanista è stato accolto con grande entusiasmo da tutti: società, squadra e tifosi hanno ritrovato improvvisamente un entusiasmo che nell’ambiente rossonero non si vedeva da tempo. Dopo un pre-campionato con diverse difficoltà, il Milan ha iniziato il campionato con il passo giusto, raccogliendo 14 punti nelle prime 7 giornate, anche se ha subito troppi gol (10 reti). Nelle successive 5 partite, però, la squadra rossonera, complice anche la forma non perfetta dei suoi giocatori più importanti, si è bloccata e non è riuscita più vincere (quattro pareggi e una sconfitta). Inzaghi ha continuato a ripetere anche in quel periodo che la strada intrapresa era quella giusta e che presto il Milan sarebbe tornato alla vittoria. I ragazzi di SuperPippo riprendono a vincere contro l’Udinese, ma quando il peggio sembra passato ecco il brutto passo falso contro il Genoa. La crisi di risultati e di gioco sembrava quindi continuare, ma nelle due partite successive c’è stata la rinascita milanista: i rossoneri battono il Napoli, pareggiano sul campo della Roma e tornano in piena corsa per il terzo posto. In questi match, si inizia a vedere il Milan di Inzaghi, che con il lavoro di tutti i giorni ha trovato la quadratura del cerchio e molte certezze (un solo gol preso per esempio nelle ultime 4 giornate e il nuovo modulo con l'albero di Natale).

STRADA GIUSTA - La strada è dunque quella giusta, ne è certo anche lo stesso allenatore milanista che a Milan Channel ha spiegato però che non è stato fatto ancora nulla: “Siamo sulla strada giusta, ma non abbiamo fatto ancora nulla. Dobbiamo crescere. La classifica la guardo sempre ma non ci deve influenzare. Quando dai continuità alla prestazioni, poi la classifica ti sorride. Noi abbiamo partite più semplici delle ultime due, dovremo essere bravi a sfruttare queste tre ultime gare del girone d’andata. Potrebbero essere quelle per smuovere la classifica”. La speranza di Pippo è la stessa di tutti i tifosi milanisti…

per Milannews.it

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