Tuttosport - Torres, l'involuzione e la maledizione della maglia numero nove
Salvatore Trovato
L’avventura di Fernando Torres al Milan è già ai titoli di coda, dopo appena quattro mesi. Un addio tra mille rimpianti - evidenzia stamane Tuttosport - per quello che sarebbe potuto essere ma che non è stato. Il Niño, arrivato al fotofinish del mercato, aveva iniziato piuttosto bene il suo percorso in rossonero, realizzando uno splendido gol a Empoli alla sua prima da titolare. Poi, però, la luce si è spenta, partita dopo partita, fino all’inevitabile epilogo.
INVOLUZIONE - Lo spagnolo - sottolinea il quotidiano torinese - è stato condizionato da un fastidioso problema alla caviglia, che non gli ha mai permesso di essere al top (eppure, i test di Milanello avevano messo in mostra un giocatore in grande spolvero, in grado di infrangere alcuni record atletici), ma ha anche sofferto il calcio italiano. Torres ha confermato quell’involuzione tecnica che lo aveva relegato al ruolo di seconda-terza scelta al Chelsea. Una parabola discendente che al Milan ha proseguito il suo corso. E dalla sostituzione nel derby non ha più visto il campo, superato nelle gerarchie anche da Pazzini e Niang. Ma nell’esclusione dell’attaccante, però, oltre alle scelte tecniche, hanno pesato anche le ragioni di mercato. I contatti tra Milan e Atletico, infatti, stavano andando avanti da quasi un mese, considerando anche la presa di posizione di Filippo Inzaghi, che ha tagliato la punta dai suoi piani tecnico-tattici.
MALEDIZIONE - E a proposito di Inzaghi, la maledizione della maglia numero nove ha colpito anche Fernando. Dopo l’addio al calcio dell’attuale tecnico rossonero - osserva Tuttosport -, ci hanno provato Pato, Matri e, appunto, Torres a raccogliere l’eredità di SuperPippo, ma i risultati sono stati decisamente scadenti.


