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ESCLUSIVA MN - Nosotti: "Cerci grande operazione. Sarà un 2015 interessante. Non c'era tempo di aspettare Torres"

autore
Alberto Vaneria
per Milannews.it
mercoledì 31 dicembre 2014, 14:00ESCLUSIVE MN
autore Alberto Vaneria
31.12.2014 14:00ESCLUSIVE MN
Federico De Luca
Federico De Luca

Marco Nosotti, noto giornalista di Sky che segue da vicino le vicende di casa Milan, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni. Ecco le sue dichiarazioni per MilanNews.it.

Marco, il risultato ottenuto col Real cosa dà a questo Milan?

Dà stimoli ulteriori e certezze dopo il lavoro svolto. Bisogna considerare che il risultato arriva dopo le gare con Napoli e Roma e insieme al Genoa rappresentavano un trittico decisivo, secondo me, per capire di che pasta è fatto questo Milan, quanto vale in termini assoluti e di terzo posto. Con l’arrivo di Montolivo c’è più qualità in mezzo al campo, c’è più geometria e un modo diverso e più opportuno di rifornire le punte. La partita col Real: bravo Pippo a dire di non montarsi la testa, è un’amichevole con le riserve del Real, ma è pur sempre una partita a livello internazionale con una squadra molto blasonata. In cui i singoli hanno trovato delle risposte importanti: su tutti metto El Shaarawy per come ha fatto gol e si è proposto in fase offensiva. Sappiamo che El Shaa ha bisogno di queste iniezioni di fiducia per sentirsi vivo in un progetto, aldilà delle parole dell’allenatore. Anche Mexes è uno di quelli che danno qualità al Milan: se riesce a sentirsi parte di un gruppo è un giocatore importante. E’ bello abbia trovato il gol El Shaarawy, un ragazzo chiamato a dare continuità e a non abbattersi, cosa che lui fa con facilità. Lui può fare la differenza. C’è una base, il 4-3-3 però credo che con la rosa a disposizione del Milan in questo momento il fatto che abbia una certa versatilità tattica durante la partita. In fase di non possesso poi si trasforma in un 4-4-1-1 o di fatto un 4-4-2. Detto questo, un altro giocatore che ha assunto una particolare importanza e ha tratto certezze da questa partita è Bonaventura: un uomo importantissimo nel calcio del Milan e per il calcio del Milan. 

Essendo spesso a Milanello, ti chiedo: cosa non ha funzionato in Torres?

Premessa: è difficile ambientarsi in un campionato come il nostro, che è molto tattico. In campo nessuno ti concede nulla, perché si gioca in Serie A. Lui ha pagato il fatto di non avere una perfetta forma fisica, cioè il problema alla caviglia. Ma non solo. A 30 anni non è riuscito  a mettere in campo tutte quelle cose che faceva prima. Non chiamiamola parabola discendente, ma è arrivato in un momento in cui aveva già dimostrato di non essere il Torres precedente. Il fare reparto da solo, l’attacco della profondità poteva farli bene perché stava bene fisicamente. Poi c’è il grande dilemma tattico: Menez o Torres? Nel modulo di Inzaghi non potevano coesistere, entrambi hanno bisogno di star da soli. Menez l’ha dimostrato con gol e assist. Quando Menez è al centro di un progetto, è motivato e  fa bene. Poi c’era bisogno di tempo, ma non c’era tempo di dare tempo a Torres. Il primi di dicembre, quando gli agenti di Torres sono andati da Galliani hanno capito che quello non era territorio per Torres. Il Milan non poteva più aspettarlo e con Cerci ha fatto una grande operazione.

Ecco, appunto. Cosa ne pensi dell’approdo di Cerci in rossonero?

E’ una grande operazione. Con la differenza dello stipendio tra Cerci e Torres, alla fine ti paghi l’arrivo di Cerci che in estate costava tanto. Cerci è italiano, è un nazionale. Il Milan lavora con giocatori giovani, bravi e nazionali come possono essere Poli e Bonaventura: questo è importante per far bene. Cerci ti salta l’uomo, ti fa la superiorità numerica là davanti. Lui è una punta, non pensiamo possa fare come El Shaarawy che si fa tutta la fascia per fare la fase di non possesso. E’ una grande operazione, anche funzionale al modulo di Inzaghi: da una parte c’è El Shaarawy e dall’altra Cerci; oppure da una parte Bonaventura e dall’atra Cerci o El Shaarawy-Bonaventura. Ci sono tante opportunità là davanti, con diversi moduli. E’ funzionale al sistema di gioco: non va dimenticata la versatilità di questo sistema di gioco. In fase di non possesso il Milan si mette molto bene a quattro, proprio perché El Shaarawy, ed è una sua fortuna, sa fare l’esterno su tutta la fascia e spendersi pure in fase difensiva. Cerci lo fa un po’ meno, però fa male davanti. Rientra sul piede forte, come fa Honda, per permettere pure l’inserimento dei terzini. Che sono una delle necessità di questo Milan. Abate e De Sciglio, soprattutto il primo, hanno fatto la forza delle prime sette partite. Quando non c’era la qualità in mezzo, perché mancava Montolivo, la ottenevi con la sovrapposizione sulle fasce. E la fascia di destra del Milan è una delle cose più interessanti che ci ha fatto vedere Pippo. Ricordiamoci che Cerci ha fatto le migliori cose da seconda punta, con Immobile per esempio. Lui è una punta, molto di più di quello che può essere El Shaarawy. Sarà un 2015 interessante. Con Montolivo, col rientro degli esterni, con diverse opportunità davanti Pippo può dar corso ai suoi pensieri di terzo posto, che ovviamente vuole la società per riportare il Milan in alto. Ora bisogna vincere col Sassuolo, che fa il vero 4-3-3.

Per concludere: un voto a Inzaghi?

Io do 7. E’ amato tutti, da dirigenza, piazza, nonostante qualche errore. E’ all’inizio e sta facendo velocemente esperienza. Gli do 7, ma può fare qualcosa in più con questi giocatori, anche se il mercato non è finito. C’è Brozovic in mezzo al campo...Ci son diverse situazioni con quella Niang-Muriel, il mercato può riservare ancora qualche colpo.

per Milannews.it

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