Dopo il sereno è nuovamente buio pesto: qual è il vero Milan?
Matteo Calcagni
Dopo il netto successo in amichevole sul Real Madrid, quello che in molti temevano si è concretizzato. Il Milan ha iniziato bene contro il Sassuolo, passando subito in vantaggio con Poli, ma evidentemente ha pensato troppo presto di avere il controllo della gara: i neroverdi di Di Francesco ne hanno approfittato, prendendo campo, pareggiando e poi suggellando una bella prestazione con una meritatissima vittoria. Dopo il cielo sereno delle ultime settimane, reso ancora più luminoso dall'arrivo di Cerci, per i rossoneri è nuovamente buio pesto.
UN BRUTTO SCIVOLONE - La strada per l'Europa è ancora lunga e irta di ostacoli, ma questo debutto annuale non può far dormire sonni tranquilli all'ambiente milanista. Per arrivare terzi serve continuità di risultati, senza black-out che possano minare la classifica e l'umore della truppa. Come sottolineato da Inzaghi nel postpartita di San Siro, appare difficile concentrarsi sui singoli, su chi ha giocato meglio o peggio: la realtà è che la squadra è mancata nella sua quasi totalità, perdendo il contatto con la gara senza più ritrovarlo.
QUAL E' IL VERO MILAN? - Una domanda che spesso si riaffaccia nel corso della stagione. La squadra che supera brillantemente la Lazio, batte nettamente il Napoli ed esce dall'Olimpico con un bel pareggio in 10 vs 11, oppure l'undici che cade contro Palermo, Genoa e Sassuolo? La verità probabilmente sta nel mezzo: l'attuale rosa continua ad avere delle mancanze e, inevitabilmente, alterna prove di alto, medio e basso profilo. Questo Milan deve lottare dal primo al novantesimo senza soste, altrimenti i risultati arriveranno e se ne andranno con cadenza settimanale.


