Zero idee, tanta confusione e l'unica luce chiamata Mattia Destro
Federico Sala
Nella totale desolazione di un gioco che definire tale sarebbe un eufemismo, figlio di palloni scaraventati nella metà campo opposta sperando in chissà quale grazia divina, senza cognizione di intento e di causa, Mattia Destro é l'unica flebile luce di un cammino che sta diventando una marcia funebre.
PALLONI NON GIOCABILI. Il ragazzo classe '91, alla seconda occasione, non ha fallito: il suo gol, é lo specchio intrinseco delle proprie capacità da rapinatore e opportunista perfetto. Ciò che sorprende non é ovviamente la difficoltà nel realizzare la deviazione vincente da pochi passi, ma la capacità di sfruttare l'unico pallone giocabile arrivato dalle sue parti. Come accaduto contro il Parma, l'assistenza dei compagni anche ieri é stata a dir poco deficitaria: Destro si é visto recapitare dai compagni solamente palloni scaraventati senza troppa logica e precisione dalla metà campo rossonera in quella empolese, sperando probabilmente in doti da prestigiatore di cui nemmeno Mattia é a conoscenza. Nell'unica azione corale costruita e avviata dallo stesso Destro con una perfetta ricezione dell'ennesimo pallone lungo piovuto dalla difesa, lo stesso attaccante si é fatto trovare in posizione giusta, al momento giusto sul traversone di Jack.
DOTI CONOSCIUTE. Le qualità in zona gol di Destro erano e sono sotto gli occhi di tutti: il ragazzo ha siglato il suo trentanovesimo gol in Serie A, ha una media di una rete ogni 160 minuti, perfettamente in linea con quella rossonera dove ha cominciato con un gol in due gare non terminate. Ciò che però sta cambiando e cambierà per Mattia sono il numero di palloni determinanti che pioveranno nella sua bolla prossemica: se riuscirà anche in queste condizioni a mantenere il proprio score intatto, come ha già fatto in queste prime due apparizioni (in termini pratici una traversa su un pallone senza pretese di Van Ginkel contro il Parma e il gol di ieri) inevitabilmente dovrà essere riscattato al termine della stagione. I milioni in sospeso sono tanti per le magre casse rossonere, ma farsi scappare un ragazzo classe '91 con queste doti, che andrebbero solamente valorizzate attraverso un gioco degno di questo nome, sarebbe veramente il peggior coronamento possibile di un'altra stagione, a metà Febbraio, già da archiviare e dimenticare.


