Inzaghi chiede ancora tempo, ma il tempo passa e ancora non si è capito che cosa sia il Milan. Quelle parole di Martuscello passate inosservate. A giugno si cambierà ancora
Pietro Mazzara
Dopo l’ennesimo scempio messo in campo ieri contro l’Empoli, aumenta, in maniera infinitamente esponenziale, la sensazione di amarezza e di sconforto nei confronti del Milan. La squadra rossonera, anche nel match contro i toscani, ha proseguito nella sua striscia negativa di risultati e gioco. Quella di ieri, forse, è stata la peggior prestazione da quando sulla panchina siede Filippo Inzaghi. Siamo arrivati al 16 di febbraio e, purtroppo, non si vede la luce in fondo al tunnel così come non si vede una minima speranza di un’idea di gioco. Chiedere ancora tempo e fiducia, dopo che l’Empoli ti ha messo sotto per tutta la partita, è qualcosa che non regge più. Non reggono più tutte quelle dichiarazioni fatte nel corso delle ultime settimane che, puntualmente, sono state smentite dai fatti. La confusione regna sovrana in quel di Milanello, i giocatori, in campo, non sanno cosa fare e sono pochissimi quelli che, a fine partita, sono usciti dalla zona mista con la faccia nera di chi tiene davvero alla maglia che indossa.
Maurizio Sarri, ottimo allenatore dell’Empoli, è uscito da San Siro con un grande rammarico: quello di aver pareggiato. Si, avete letto bene. Perché il tecnico dei toscani, dopo il pareggio di Maccarone, ha invitato i suoi ad aumentare sensibilmente il ritmo della manovra per andare alla caccia del gol della vittoria che, probabilmente, sarebbe arrivato se Diego Lopez non avesse parato, fuori area, la conclusione di Tavano che era indirizzata nello specchio della porta rossonera. L’Empoli, per tutto l’arco della partita, ha avuto sempre in mano il pallino del gioco, facendo correre a vuoto i giocatori del Milan e dando la sensazione di un dominio tecnico-tattico disarmante. I biancoazzurri, guidati da un Valdifiori sontuoso, hanno avuto, come predominanza territoriale, 14 minuti netti contro i soli 7 e spicci del Milan. Per non parlare poi del ritmo al quale sono andate le due squadre: il Milan è rimasto sempre arroccato nella sua metà campo mentre i giocatori empolesi, disposti con il classico 4-3-1-2, erano sempre tra le linee, creando scompiglio nella già confusionaria banda rossonera.
Una delle verità di questo periodo nero del Milan è che la squadra non corre. Anche ieri si è vista la differenza di passo con l’avversario. I giocatori sono lenti, appesantiti nei movimenti e sembrano peccare anche di concentrazione. Sarà pur un caso, ma gli unici che paiono avere una condizione diversa e, di conseguenza, una marcia in più rispetto ai compagni sono Antonelli, Bonaventura e Destro. Tre giocatori che non hanno fatto la preparazione atletica estiva (Jack) o invernale (Antonelli e Destro), in quel di Milanello. Quando Inzaghi dice: “Abbiamo lavorato con intensità”, a cosa si riferisce? La sensazione è che ci sia qualcosa che non vada anche in quell’ambito e, non a caso, in estate potrebbe esserci l’ennesimo cambio anche in quell’area specifica.
I dubbi, che qualcosa non andasse, mi erano venuti dopo Roma-Empoli quando, nel post partita, Giovanni Martuscello, collaboratore di Sarri, parlò così di Saponara: “Ha messo chili, s'è strutturato, entra in un contesto dove si lavora a ritmi altissimi, forse non era più abituato a lavorare così in settimana”. In pratica, Martuscello ha demolito, con una dichiarazione, quello che è il lavoro che viene fatto a Milanello. Una cosa umiliante per chi, nell’anno senza le coppe, doveva volare a livello fisico e sfruttare tutta la settimana per lavorare bene e puntare a tornare in Europa.
La sensazione è che tuto sia già scritto, che Inzaghi sappia già che a fine stagione andrà via (è quello che accadrà) e che anche questo campionato sia andato a farsi benedire. A questo punto, che si lancino in prima squadra quei giovani pronti per fare il salto di qualità. I loro errori verrebbero accettati maggiormente da parte dei tifosi, perché sarebbero fatti spuntando sangue per la maglia che andrebbero a indossare. Di Molfetta, Calabria, Mastalli e De Santis sono tanto indietro da non meritare più di una semplice convocazione? Penso di no, penso che questi ragazzi una chance la meritino. A Roma, Garcia ha lanciato Verde che, da due partite, è tra i migliori. Perché non farlo anche noi?


