Il Milan di Inzaghi: un punto in più dell'anno scorso ma senza un'idea di gioco
Thomas Rolfi
Il Milan di Filippo Inzaghi ha conquistato con lo scialbo pareggio di oggi contro l'Empoli il 30esimo punto stagionale in 23 giornate sin qui disputate. Davvero troppo poco. 1,30 punti di media a partita non sono certo un bottino all'altezza della fama e del blasone che merita il Diavolo. Nello stesso numero di incontri il tanto vituperato Milan di Allegri e Seedorf - visto che nelle prime quattro giornate del girone di ritorno era seduto l'olandese sulla panchina rossonera - aveva conquistato un solo punto in meno rispetto alla squadra allenata da Pippo.
INIZIO FOLGORANTE E...BLACK-OUT INSPIEGABILE - L'entusiasmo - e la condizione atletica - che hanno accompagnato il Milan nelle prime 7 gare del campionato consentendogli di conquistare 14 punti sono calati improvvisamente di schianto con l'inizio del 2015, anche se qualche avvisaglia, Napoli e Roma escluse, si era già vista sulla fine del 2014. Dopo la partenza a sorpresa, infatti, il Milan ha conquistato 16 punti in altrettante gare disputate. Una media da zona-salvezza. Gli infortuni in successione possono essere solo una spiegazione parziale, checchè ne dicano Galliani e lo stesso tecnico piacentino. Il black-out che si è abbattuto dalle parti di Milanello non è stato solo un cortocircuito dal punto di vista dei risultati, ma soprattutto da quello del gioco.
MANCANZA DI UN'IDEA DI GIOCO - Inzaghi non è riuscito a imprimere un gioco alla squadra rossonera in tutti questi mesi alla guida tecnica del Milan. Le grosse lacune a centrocampo possono essere indubbiamente un'attenuante, ma non devono essere un alibi. Una squadra si costruisce con raziocinio e con in testa già un'idea precisa di come farla giocare, non con un accozzaglia di buoni giocatori (alcuni) presi singolarmente ma che poco si amalgamano in un contesto collettivo. Troppo semplice giocare di rimessa, troppo semplice giocare sperando nella giocata del singolo. Non è un caso che le migliori partite il Milan le abbia giocate quando ha incontrato una squadra nettamente più forte. Contro le cosiddette 'piccole', però, non è concepibile un atteggiamento così rinunciatario. I tifosi rossoneri non hanno lesinato pazienza in questa stagione, ma ora sono al limite: non vogliono più vedere scempi come quello odierno o come quello con il Torino. Il Milan non può prescindere ancora a lungo da un'idea di gioco. A qualsiasi costo.


