Soffia vento orientale sul Milan: cosa c'è di vero e cosa no sulle offerte (o presunte tali) circolate in questi giorni
Thomas Rolfi
"Non c'è la possibilità di cedere quote di minoranza del Milan perchè per me e la mia famiglia, milanesi da sempre, il Milan è un fatto di cuore e se dovessi vendere le mie società l'ultima sarebbe il Milan". Queste parole, risalenti al giorno del raduno estivo del 2013 a Milanello suonano davvero come anacronistiche se lette ai giorni nostri. Si continuano infatti a rincorrere in questi giorni voci sempre più insistenti (e consistenti) di un Milan parzialmente o totalmente in vendita. Evidentemente qualcosa nella testa - e nel portafoglio, visto la condanna del settembre 2013 a pagare 494 milioni di euro alla Cir di De Benedetti - del presidente rossonero è cambiato.
L'OFFERTA MONSTRE DI MR.BEE CHE NON CONVINCE - Nella giornata di lunedì si è sparsa a macchia d'olio la voce di una presunta offerta di un miliardo di euro da parte di tale Bee Taechaubol, broker thailandese che ha avuto diversi problemi con la legge e la cui società ha un capitale sociale stimato in 90 milioni di euro. Lo stesso Milan - come rivelato nella ricostruzione fatta lunedì da MilanNews.it (clicca qui per leggere l'articolo) - ha fatto trapelare di essere infastidito dall'accostamento a questo personaggio. Dopo poche ore è infatti arrivata la nota ufficiale a firma Fininvest che smentiva ogni sorta di trattativa con mr. Bee, seguito dal comunicato della giornata di martedì dello stesso imprenditore thailandese in cui viene definita 'una notizia priva di fondamento' l'offerta ma non l'interesse per l'eventuale acquisizione di quote del Milan.
IL MILIARDO RIFIUTATO DA SINGAPORE E LO STADIO "CINESE" - Marco Bellinazzo, giornalista del Sole 24 ore, ha svelato invece le due reali strade percorribili dal club di via Aldo Rossi. A Radio 24 ha infatti rivelato che tre settimane fa c'è stata una cena tra Silvio Berlusconi, il presidente della Fininvest Fedele Confalonieri e alcuni intermediari di un fondo di Singapore. L'offerta sul tavolo è di quelle allettanti: 970 milioni di euro per l'acquisizione dell'intero pacchetto azionario del Milan. Silvio Berlusconi, però, non ne vuole sapere e chiede 1 miliardo e mezzo per cedere il club. Una cifra assolutamente fuori-mercato che nasconde la reale volontà di Berlusconi: cedere unicamente delle quote di minoranza mantenendo così il controllo della società. Va in questo senso l'alternativa, più percorribile, di un ingresso con una quota del 20-30% di Wanda Group, azienda cinese che ha acquistato Infront - società che si occupa di procurare sponsor al Milan - per 1 miliardo di euro. I cinesi, avendo tra le proprie competenze l'edilizia potrebbero essere una grossa opportunità per costruire lo stadio di proprietà in progetto al Portello. Il vento incomincia a soffiare davvero forte.


