Il Milan legato ad Inzaghi: le conseguenze di una scelta azzardata e di un rapporto d'amore in crisi
Thomas Rolfi
Ha indissolubilmente intrecciato la propria storia calcistica con i colori rossoneri. E' stato tra i giocatori più amati dai tifosi del Milan nei suoi 11 anni in cui ha militato alla corte del Diavolo. Grazie ai suoi gol ha firmato le due ultime Champions che ora si trovano nella sala trofei di via Aldo Rossi. C'è un però. La professione di calciatore è ben diversa da quella di allenatore. E Pippo e i sostenitori del Milan stessi lo stanno imparando sulla loro pelle.
LEGATI A PIPPO - L'intero ambiente del Milan è indubbiamente affettivamente legato a Filippo Inzaghi. Inutile girarci attorno: con Pippo c'è un rapporto diverso rispetto a quello avuto con i suoi predecessori. Clarence Seedorf e Massimilano Allegri non hanno goduto della pazienza che stanno avendo società e tifosi con l'ex numero 9 rossonero. La gratitudine si sa, nel calcio come nella vita, è una dote davvero rara. A tutto, però, c'è un limite. L'idillio tra Pippo e il Milan si sta lentamente sgretolando ogni giorno che passa tant'è che praticamente tutti si sono convinti che sia stata una scelta azzardata affidare da subito la prima squadra al tecnico piacentino. Forse sarebbe stato meglio lasciargli fare esperienza al Sassuolo nel gennaio dello scorso anno. Il legame con l'eroe di Atene 2007 ha però anche un'accezione negativa. Avendo infatti sotto contratto già Seedorf - che costa alla società 6 milioni lordi all'anno fino a giugno del 2016 - qualunque altro allenatore al posto di Inzaghi diventerebbe il terzo sotto contratto. Un lusso che il Milan, in periodo di 'rubinetti chiusi', non può decisamente permettersi.
LE CONSEGUENZE - Inzaghi rimarrà quindi, a meno di ribaltoni clamorosi alla guida tecnica del Milan fino a giugno e poi saluterà il Diavolo. Pippo dovrà quindi riuscire a conquistare almeno l'ultimo posto utile per la qualificazione all'Europa League, occupato in questo momento dalla Lazio e distante 7 lunghezze. Se Inzaghi non riuscirà a sollevare le sorti di questo Diavolo senz'anima, il rischio più grande è quello di rovinare un rapporto fantastico con un calciatore ed un uomo che ha sempre dato tutto per il Milan. Dal punto di vista tecnico, invece, avergli affidato subito la prima squadra è stato un errore perchè si rischia di bruciare un potenziale grande allenatore che, come è normale che sia, ha bisogno di esperienza e di tempo per poter sbagliare e quindi crescere professionalmente. E' stato un errore di tutti: proprietà, dirigenza e dello stesso Inzaghi. Un errore che rischia di costare davvero caro, non solo affettivamente parlando.


