Cerci non ingrana, posto a rischio e dubbi sul modulo
Antonio Vitiello
Uno degli acquisti più importanti di gennaio non è ancora riuscito a convincere sul campo. Colpa di una condizione fisica non eccellente, però Alessio Cerci non riesce a fare la differenza. L’ex Atletico si accende ad intermittenza e quasi sempre tenta la sortita personale per mettersi in luce. Come se volesse dimostrare al pubblico e ai compagni di esserci e di voler tornare quello di un tempo, ma quasi sempre le tipiche sgroppate sulla fascia destra si infrangono sui piedi degli avversari o terminano con un nulla di fatto. L’impegno c’è, probabilmente il supporto del fisico un po’ meno. Cerci infatti ha dovuto saltare la preparazione estiva per infortunio e questo ha portato un ritardo di condizione sia nell’esperienza a Madrid che attualmente in rossonero.
DIFFICOLTA’ - E’ evidente che Cerci non sta attraversando un bel momento. In quasi due mesi di rossonero raramente ha fatto la differenza, un paio di assist e poi tanta corsa improduttiva. Sicuramente è capitato in un momento storico negativo per tutta la squadra, ma da lui anche il mister si aspettava di più. Molto spesso finisce in panchina, e quando entra prova a mettersi in mostra con azioni personali, evitando il dialogo con i compagni di reparto.
Cerci non ha ancora ingranato, si attendono con impazienza le sue tipiche giocate, quelle che lo hanno portato in Nazionale e ad essere uno degli esterni più forti della serie A con il Torino di Ventura. D’altronde è stato uno degli acquisti più importanti di gennaio, fortemente voluto da Inzaghi, sia in estate che in inverno, ma paradossalmente viene utilizzato poco.
MODULO - La scarsa qualità di gioco ha già penalizzato Cerci, abituato ad essere servito con i tempi giusti quando era in maglia granata. Il cambio di modulo e il passaggio al 4-3-1-2 potrebbe condizionarlo ancora di più. Soprattutto perché Inzaghi vorrebbe affidarsi a Destro, Menez e Bonaventura, come visto contro il Cesena. Non a caso sono arrivati i primi malumori, la fidanzata di Cerci si è già lamentata in tv: “Non ha senso metterlo alla fine”, in riferimento alla partita contro i romagnoli. “Un pizzico d'amarezza per il mio fidanzato ci può stare”. Lui e Honda sono i giocatori più a rischio per questa nuova formula di gioco, starà a loro ritrovare la titolarità. Sono risorse importanti per il Milan e la rincorsa all’Europa passa anche dal loro contributo.


