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LIVE MN - Albertini a MC: "Tornare a Milanello è stato come rientrare a casa. Cerci? Mi auguro possa mostrare il suo talento"

autore
Thomas Rolfi
per Milannews.it
mercoledì 25 febbraio 2015, 19:40Primo Piano
autore Thomas Rolfi
25.02.2015 19:40Primo Piano
Federico De Luca
Federico De Luca

- Su Cerci: "Sarà importantissimo. Bisogna conoscere bene la sua storia: è un grandissimo talento che è esploso l'anno scorso contro il Torino, maturando molto. La storia del Milan è fatta da grandi campioni che in poche partite hanno segnato la storia. Mi auguro che Cerci possa dimostrare ai tifosi del Milan tutto il talento che ha".

- Sul ritorno a Milanello: "E' stato come tornare a casa, poi sono stato anche ad Appiano Gentile anche se poi ho detto 'Poi vado via eh' e poi son stato anche a Vinovo, che è il più recente".

- Su Puyol mai arrivato al Milan: "Nella mia partita di addio Puyol ha indossato la maglia numero 5 di Costacurta. Gli spedirono tanti messaggi dalla Spagna dicendogli di non fermarsi al Milan. Con Carles un grandissimo rapporto con lui ed è uno dei miei migliori amici".

- Sul progetto del nuovo stadio del Milan e sulle criticità in Italia: "I nostri stadi sono talmente vecchi che da una parte siamo legati alla storia che racchiude. Io sono legatissimo a San Siro, però non si può avere la storia come prospettiva. Il futuro ce lo insegnano gli altri Paesi va visto con altri occhi. Credo che sia fondamentale avere lo stadio di proprietà. Poi ci sono le valutazioni commerciali e amministrative che si fanno se voler ammodernare il proprio stadio o costruirne uno ex nuovo. Le esigenze dell'Uefa sono molto più avanti delle strutture che offrono i nostri impianti".

- Su Ronaldinho: "Io ho avuto la fortuna di vedere il vero Ronaldinho al Barcellona, quando è arrivato al Milan era un giocatore un po' diverso. Adattarsi al campionato italiano non è stato facile e poi contano tantissimo gli stimoli e le ambizioni che uno ha e forse non erano così forti quando approdò al Milan. Sono molto legato alla partita di addio, perchè ho rivisto tutti i miei amici di cui 8 palloni d'oro in campo che presi singolarmente erano sicuramente più forti di me, è stata una grande emozione".

- Sul Milan attuale che sta cercando di ricostruire un gruppo italiano: "Io me lo auguro perchè mi auguro che anche questi nuovi giocatori capiscano la responsabilità di indossare una maglia del genere. Chi arriva al Milan non deve pensare assolutamente di essere arrivato in una delle squadre più gloriose del mondo ma deve far di tutto per poter portare di nuovo il Milan dove è sempre stato. Io ricordo che noi non festeggiavamo mai le vittorie della singola partita, ma aspettavamo la vittoria finale e l'obiettivo è sempre alla fine della stagione".

- Sullo Scudetto del '99: "E' stato meraviglioso festeggiare uno Scudetto così inatteso, però è stato costruito con il lavoro quotidiano quindi assolutamente uno Scudetto meritato anche grazie a dei grandi giocatori. Ambrosini nella seconda fase della stagione, pur essendo uno dei più giovani è stato determinante. Da lì è cresciuto tanto ed è diventato importante nella storia del Milan".

- Sul conoscere cosa significa uscire da momenti di crisi: "Quando ci fu la crisi del '96-'97 era il periodo in cui è passata la legge Bosnan. Il primo anno è stato un anno di transizione perchè hanno iniziato a smettere Tassotti, Galli, Baresi. Quelli più giovani come me o come Maldini cominciavano a prendere delle responsabilità mai avute. L'anno successivo è stato l'anno dell'arrivo incondizionato degli stranieri e ciò ha portato a un cambiamento in cui bisognava ricostruire il senso di appartenenza e abbiamo avuto difficoltà anche con un allenatore vincente che ci conosceva come Fabio Capello. C'era però un'anima molto importante di tanti giovani italiani che stavano arrivando, come Ambro, c'erano stranieri come Weah o Boban che erano da qualche anno con noi e quindi l'anno seguente si è ricostruito un gruppo che ha lottato per lo Scudetto al primo anno. Però c'era una programmazione. Adesso? Sono cambiati tantissimi giocatori e anche tanti allenatori. Il Milan necessita di una programmazione".

- Su Sacchi e sulla vicenda del razzismo: "Arrigo ha già spiegato la sua situazione. Credo sia stato uno scivolone, perchè abbiamo dei ruoli. La sua storia la conoscono tutti e ha insegnato tantissimo anche a me. Il suo concetto riguardava l'eccessivo numero degli stranieri, dargli del razzista è stato esagerato. Il problema è che avendo dei ruoli vieni strumentalizzato".

- Sul passaggio all'Atletico Madrid: "Mi è arrivata poco tempo fa una foto di un amico da Madrid, città dove ho conosciuto persone straordinarie, di un torneo di Madrid del '92 in cui indossavo la maglia dei Colchoneros ai tempi di quando facevo ancora il militare. Ho un rapporto straordinario anche attualmente con il club, la dirigenza è la stessa di quando c'ero io e in più adesso è tornato Torres, con il quale ho giocato. E' una bellissima parentesi della mia vita che non si è ancora chiusa".

- Sul paragone con Pirlo e sull'addio al Milan: "Bisogna guardare sempre in avanti e la storia di questo sport è fatta dai calciatori che lasciano qualcosa di importante ai posteri e sia io che Pirlo l'abbiamo fatto. Per quanto riguarda la mia uscita dal Milan è un' uscita tra virgolette perchè comunque il cuore rimane. Per me il Milan è stata una famiglia perchè sono arrivato in rossonero a 10 anni. Il mio sogno è sempre stato quello di finire la mia carriera al Milan, ma non sono pentito della scelta fatta".

- Su Abbiati e la parata contro il Cesena: "Prima di tutto è un ruolo molto particolare e chi non è forte mentalmente e ha una grande autostima difficilmente può giocare ad alti livelli in una grande squadra contro il Milan. Nel calcio devi saper accantonare quello che hai fatto il giorno prima".

- Se il figlio farà il calciatore: "No, sinceramente no. Fa un altro sport, scherma, con buoni risultati. Sarei stato contento se avesse fatto il calciatore, ma in questo modo vivrà questo sport senza paragoni con me e lo vivrà più serenamente".

Demetrio Albertini ha rilasciato una lunga intervista a Milan Channel nel corso della trasmissione 'Terza pagina'. Seguite in diretta con MilanNews.it le dichiarazioni dell'ex centrocampista rossonero.

per Milannews.it

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