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Da "Dimenticare Palermo" a "Ricordare Palermo". Investitori stranieri, attendiamo con fiducia il lavoro di Berlusconi

autore
Carlo Pellegatti
per Milannews.it
mercoledì 25 marzo 2015, 00:00Editoriale
autore Carlo Pellegatti
25.03.2015 00:00Editoriale

Impresa complicatissima, ma non impossibile, perché, per il Milan, nulla è stato mai impossibile. Mentre molti dissertano, criticano, auspicano, consigliano, sperano, perfino, ahi loro!, gufano, io sono vicino e palpito per gli undici che entrano in campo con la maglia rossonera. Mi diverto molto di più, anche se le prestazioni non sono sempre all’altezza del passato, ma a me piace il calcio giocato, a me piace il Milan giocato. Ormai è certo che il settimo posto, quota molto vicina, non permette di conquistare l’Europa, salvo che Fiorentina e Napoli vincano in Europa, ma chiudano altresì dal settimo posto in giù. Combinazione quindi complicata. Dunque ai Ragazzi di Pippo Inzaghi non resta che vincere, vincere e ancora vincere. Il Milan ci deve provare, per chiudere orgogliosamente la stagione, una fine stagione che potrebbe rivalutare il lavoro dell’allenatore rossonero, bravo comunque a tenere unita la squadra. Segno di stima per il suo attaccamento al lavoro, segno di comprensione per i naturali errori commessi, figli di una inesperienza che comunque non ha impedito al giovane tecnico milanista di essere davanti a colleghi vincenti in Italia e in Europa, o bravi ad avere conquistato promozioni e buoni risultati nel corso della loro carriera. Qualcuno potrebbe obbiettare che la rosa del Milan sia superiore a quella di molte squadre, che precedono i rossoneri, ma gli infortuni hanno pesantemente condizionato il lavoro di Superpippo. Lui, praticamente, del gruppo al completo non ha mai potuto contare.

Gli strali dei più critici non sono indirizzati solo a Inzaghi, ma soprattutto alla Società, che molti temono abbia dimenticato la storiche ambizione di primeggiare in Italia e nel Mondo. Silvio Berlusconi sta lavorando, ed è anche ovvio che, in questa prima fase delicata delle trattative con investitori stranieri, tutto rimanga avvolto dal normale riserbo, anche se qualche voce sta già filtrando dalle stanze segrete. Si tratta di aver fiducia sulle capacità e sull’amore del Presidente verso il suo Vecchio e Caro Milan. E’ l’unico appiglio al quale il tifoso rossonero possa aggrapparsi. L’aggettivo numerale che è sempre stato accostato al Club, nato nel 1899, è “PRIMO”. Sono convinto che il futuro assetto della Società confermi questa attitudine a essere leader nel mondo del calcio, a sorprendere, a stupire, a essere ancora una volta, il PRIMO, ad avere una struttura importante e vincente, ma soprattutto nuova. Io sono massimamente fiducioso e attendo, con calma e serenità, le prossime comunicazioni o indiscrezioni. Intanto mi concentro sulla squadra, augurandomi che rientrino presto gli infortunati, che Pippo Inzaghi metta a frutto l’esperienza di questi primi mesi di lavoro. L’obbiettivo della prossima trasferta in terra di Sicilia deve essere solo uno, cambiare il titolo del famoso film di Francesco Rosi. Da “Dimenticare Palermo” a un ben più positivo “Ricordare Palermo“.

per Milannews.it

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