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Figli dello stallo

autore
Andrea Saronni
per Milannews.it
martedì 7 aprile 2015, 00:00Editoriale
autore Andrea Saronni
07.04.2015 00:00Editoriale
Pietro Mazzara
Pietro Mazzara

Bisognerebbe essere davvero grati a Sulley Muntari per tre buoni motivi. Il primo: ha deciso di autoescludersi, esaudendo il desiderio nemmeno troppo segreto di tanti milanisti. Il secondo: come minimo, ha portato fortuna. Fuori lui, ecco piovere da Palermo la sospirata vittoria esterna attesa da mesi. Il terzo: con un contratto ancora vivo (scadenza 2016) ha fornito al popolo rossonero la prima e per ora unica notizia sicura in vista della prossima stagione. Lui, a meno di improbabili e tragicomiche retromarce, sul prossimo giro di giostra non ci sarà. Per tutti gli altri naviganti della corazzata Milan - presidente, amministratori delegati, dirigenti, allenatore, giocatori, non è dato di saperlo. Il futuro è un'ipotesi, anzi, due, entrambe planate da Oriente: e lì dentro, del doman rossonero non v'è certezza per nessuno, né fuori, né dentro il Milan.

E intanto é già aprile, mese con vista sulla prossima stagione, mese già di calciomercato, specialmente di scelte sugli allenatori se in cima alla lista della spesa c'è il cambio tecnico. Ma le vicende dell'ultima settimana, massime quelle relative alla questione della proprietà del club, hanno di fatto congelato le prime mosse su panchina, organico, tutto. Difficile posare la prima pietra di un nuovo Milan - leggasi eventuale nuovo team dirigenziale - se non si è ancora stabilito quale sia l'impresa chiamata a ricostruire il palazzo rossonero, e quanto, di questa impresa, sarà il reale peso decisionale. Tra un Bee e un Lee, la cessione delle azioni prima e l'eventuale ridisegno della diligence poi, non avrà tempi brevi, o comunque sconfinerà troppo a ridosso dell'anno che verrà. E il Diavolo sta dunque rischiando di rimanere incastrato in un pericoloso stallo, in una situazione di transizione che potrebbe protrarsi quel tanto che basta per non potere permettersi scelte nette e precise: e conseguentemente, non portare con sé l'inversione di tendenza necessaria. 



Si era già spiegato settimana scorsa, tratteggiando la prossima campagna estiva rossonera, che sarebbe sicuramente stato Adriano Galliani a condurla: è ancora così, ma con quale spirito e strategia potrebbe condurla un Condor dai giorni contati? A cui magari, a seconda della cordata vincente, potrebbe essere chiesto di accompagnarsi fuori da Via Aldo Rossi? 
Per sostituirlo - vorrebbe logica calcistica - necessiterebbero un direttore dell'area tecnica e un direttore sportivo, le figure che, in accordo coi nuovi padroni, reimposterebbero il progetto partendo dall'allenatore. Sempre in questa sede, si è cercato di schizzare un identikit da cui si intravvedono le fattezze da duro di Sinisa Mihajlovic. La staffetta in panchina, oggettivamente, si potrebbe rischiare a prescindere dai movimenti societari. Ma se invece, si decidesse di continuare con Filippo Inzaghi? Magari per l'impossibilità di tracciare un progetto tecnico vero e duraturo, di avere già in pancia i nuovi uomini chiamati a scegliere, o semplicemente per non uscire dai binari della spending review? Il cantiere denominato "allenatore fatto in casa" potrebbe alla fine rimanere aperto, Inzaghi ha davanti altri 15 mesi di contratto e 9 partite per incerottare ancora di più un campionato pieno di ferite. Una soluzione pericolosa oltre che discutibile - non la prenda a male Pippo, i risultati e il quadro complessivo della sua prima stagione da mister senior sono lì da vedere. Ma i tempi lunghi del passaggio di consegne e della riorganizzazione giocano a favore di Inzaghi, che come ai bei tempi rimane sul filo del fuorigioco. Se scatta in tempo, potrebbe segnare al 90' l'incredibile gol della riconferma, così come qualche calciatore che, per ragioni di onerosità dell'ingaggio o del riscatto del prestito, veniva considerato ormai con le valigie in mano. 

Ritrovarsi ad agosto con Berlusconi presidente, Galliani ad "faso-tutto-me" dell'area sportiva e Inzaghi allenatore non è insomma utopia come può far pensare l'attualità del Milan. Che in realtà rimane sedato, sotto controllo, in miglioramento, ma ancora sostanzialmente immobile. La palude è sempre lì, sempre ferma, con l'acqua stagnante e con la primavera non partirà la bonifica. A inizio estate probabilmente sì, ma per il 2015/16 pensato in una certa maniera sarà tardi. Per ora di sicuro c'è solo che se ne andrà solo il brutto anatroccolo Sulley, va a fare il cigno in America da qualche parte. Auguri.

per Milannews.it

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