El Shaarawy, missione recupero: l'imperativo è evitare un Pato-bis
Thomas Rolfi
Stephan El Shaarawy è passato dall'essere simbolo e trascinatore del Milan a relegato in panchina (se non addirittura in tribuna, perchè bloccato da problemi di natura fisica). Eppure Stephan era partito fortissimo nella stagione 2012-2013 - la seconda con la maglia rossonera - dopo il primo anno di ambientamento ai ritmi e ai carichi di lavoro richiesti in Serie A. Il Faraone ha segnato 14 gol nelle prime 19 gare di quella stagione, trascinando letteralmente il Milan, anche se poi nella seconda parte di quell'annata ha realizzato due sole reti. L'anno successivo parte fortissimo segnando subito nei preliminari di Champions League per poi accusare un infortunio muscolare nel mese di settembre che ha fatto sì che iniziasse un vero e proprio calvario per l'attaccante classe 1992, che non ha ancora avuto fine.
PATO-BIS? NO GRAZIE! - Il Milan ci va con i piedi di piombo con Stephan, perchè vuole assolutamente evitare il verificarsi di un nuovo caso Pato. Ovvero un grande talento - anche se quello del Papero era superiore a quello del Faraone - che si è poi perso per problemi di natura fisica e caratteriale. Proprio come Pato, infatti, El Shaarawy spesso ha subito delle ricadute che ne hanno condizionato molto questo sua prima parte di carriera. La società dovrà perciò lavorare dal punto di vista atletico ma anche mentale con l'attaccante savonese, per evitare l'ulteriore svalutazione di un patrimonio del club.
L' OFFERTA MONSTRE RIFIUTATA- Eppure nell'estate del 2013 la cosidetta offerta irrinunciabile era arrivata sul tavolo dell'allora sede del Milan sita in via Turati: 40 milioni di euro circa provenienti dall'Anzhi Makhachkala alla società rossonera e 7 milioni di euro all'anno al giocatore. Il club ha lasciato tutto nelle mani di El Shaarawy che ha però preferito rimanere al Milan. Sono passati più di due anni da allora, ma di offerte di quel tenore, ormai, non se ne vede più traccia. Anzi. Al massimo si parla di una quindicina di milioni proposti da club militani in Bundesliga o Premier League. Una cifra che al Milan non conviene incassare per un attaccante classe 1992, sperando che l'anno prossimo - visto che in questa stagione potrebbe rientrare al massimo per le ultime partite - sia quello, finalmente, buono per tornare a vedere il vero El Shaarawy.


