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Caro Milan, non stai peggio di qualcun altro…

autore
Luca Serafini
per Milannews.it
venerdì 10 aprile 2015, 00:00Editoriale
autore Luca Serafini
10.04.2015 00:00Editoriale
Federico De Luca
Federico De Luca

Qualche sentenza questa stagione già l’ha emessa, non solo nei confini milanesi dove pure il verdetto è inequivocabile: il vero fallimento è l’Inter. Dopo lo scudetto infatti il Milan ha cominciato a smobilitare nel 2012, vendendo o liberando i pezzi pregiati, pensionando le icone, pasticciando alla cieca su un mercato miserabile senza un filo logico e senza un progetto credibile. In quel limbo tuttora campa, non avendo chiare le idee sulla guida societaria futura, su quella tecnica, sulla ricostruzione, sui tempi che occorreranno. L’Inter invece no: l’Inter è passata da Moratti a Thoir, ha intrapreso un nuovo corso, ha voltato pagina, si è affidata a Mazzarri, ha smantellato con minor foga, ha illuso e si è illusa circa una nuova frontiera di grandezza che non le ha invece risparmiato delusioni cocenti dopo la parentesi Gasperini- Stramaccioni. Se nel Milan l’unica ipotesi concreta è quella di un cambio di proprietà radicale con le prospettive di uno stadio nuovo, un nuovo management e una squadra più forte, sulla sponda nerazzurra questi programmi sono stati intrapresi da tempo, salvo che i risultati non si vedono, anzi si vedono eccome ma sono disastrosi. Al di là dei 3 punti in meno in classifica, nella nuova Inter ancora non c’è un gruppo dirigenziale affidabile, non c’è una base di squadra su cui lavorare a parte un paio di mezze promesse, c’è lo smarrimento dell’allenatore sul quale invece era (ed è) lecito puntare, data la sua conclamata capacità di costruire a seconda dei mezzi a disposizione e comunque non necessariamente svuotando le ricche casse dei club dove ha allenato.

E’ evidente che essendo arrivato da pochi mesi, Mancini non abbia ancora avuto il tempo di fare quello che ha in testa, salvo fallire abbastanza clamorosamente le scelte natalizie di Podolski, in parte Shaqiri e fino a prova contraria lo stesso alterno Brozovic. Per emettere verdetti definitivi su queste scelte diamogli agio un’altra stagione, la prossima, per vedere cosa nascerà intorno a questi innesti. Certo è che rispetto alle ambizioni proclamate a Capodanno e ribadite a Carnevale, il fallimento è palese e poco confortante in prospettiva. La differenza con il Milan è che invece il disastro era più o meno annunciato, c’era – è vero – la speranza che Inzaghi superasse con disinvoltura gli esami di maturità, ma perso definitivamente per strada El Shaarawy e non avendo avuto alcun supporto da un centrocampo martoriato nei suoi due elementi guida, De Jong e Montolivo, ha perso a sua volta sicurezza e lucidità finendo con l’apparire smarrito quanto la squadra. In sostanza, l’Inter è più in ritardo rispetto a un Milan che non è ancora partito in direzione futuro.

Sempre partendo dal presupposto che non c’era molto di meglio da aspettarsi dai rossoneri, persino i flop di Napoli e Roma appaiono più cocenti oggi: a Benitez è scappato di mano tutto, aggrappato all’Europa League frutto della prima mazzata stagionale (fuori dalla Champions contro il Bilbao), mentre Garcia alla fine non è mai stato davvero in corsa su nessun fronte, visti i risultati, non sapendo mai far quadrare i conti di una rosa che pareva numericamente superiore – per qualità media – persino a quella della Juve. Non si tratta di consolarsi con i mali altrui, sia ben chiaro: questo discorso vale il peso specifico delle prospettive. Stiamo paragonando un club il cui declino non è ancora finito e quindi l’alba di un nuovo giorno appare ancora lontana, con altri dove invece le ambizioni si mescolavano alle velleità, probabilmente superbia, alla presunzione. L’unica cosa che accomuna tutti ora è il dover ammettere rapidamente gli errori, evitare di commetterli in futuro, affidarsi in buona parte dei casi a dirigenti, allenatori e giocatori diversi rispetto a quelli attuali. Non fidandosi nel modo più assoluto delle poche partite che restano per prendere atto di sentenze già definitive.

per Milannews.it

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