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Kakà alla Gazzetta: “La saudade per il Milan non mi passerà mai, quante differenze tra il 2009 e il 2013. Due o tre anni di sacrifici e poi ripartiremo”

autore
Enrico Ferrazzi
per Milannews.it
venerdì 10 aprile 2015, 08:00Primo Piano
autore Enrico Ferrazzi
10.04.2015 08:00Primo Piano
Daniele Mascolo/PhotoViews
Daniele Mascolo/PhotoViews

Ricardo Kakà è stato certamente uno dei giocatori più forti e più amati dai tifosi milanisti negli ultimi anni. Dopo averlo lasciato nel 2009 per andare al Real Madrid, il brasiliano è tornato a vestire la maglia del Milan nella scorsa stagione, prima di andare via un’altra volta la scorsa estate: “Al termine del campionato avevo anticipato a Galliani che dovevo rientrare in Brasile per risolvere un po’ di cose e che poi avrei deciso se tornare - ha raccontato Kakà alla Gazzetta dello Sport -. È allora che ho parlato con Orlando e firmato questo accordo. Galliani è stato il primo a sapere. L’ho ringraziato per tutto quello che ha sempre fatto per me. Il ritorno al Milan? Avere l’opportunità di poterci rigiocare, anche se per un solo campionato e con tutto quello che ho vissuto in quella società, mi ha reso davvero felice”.

POCO CONTINUITA’ - Il campione brasiliano ha spiegato poi di aver trovato delle differenza nella squadra milanista rispetto alla sua prima avventura con la maglia rossonera: “Erano passati quattro dalla mia ultima volta, dopo averne trascorsi sei meravigliosi. Certo ho trovato giocatori diversi. Mi pare che dei vecchi compagni fossero rimasti in due, Bonera e un altro (ci pensa su, ma non gli viene il nome... era Abbiati, ndr). C’era Pippo sempre in giro. Ma nessun dubbio: lo spogliatoio era differente. La saudade per il Milan non mi passerà mai. Che cosa mancava a quella squadra? I punti, insomma la continuità dei risultati. Facevamo delle belle partite, come contro il Barcellona o le due contro la Juve. Poi però alla fine mancava sempre qualcosa”.

PIPPO ALLENATORE - Ai microfoni della Rosea, Kakà ha detto la sua anche sul Milan attuale di Filippo Inzaghi: “Pippo è uno che ama il calcio e vive per il calcio. Sapevamo che sarebbe diventato un allenatore: era quello che non perdeva una partita in tv. Per me ha percorso la strada giusta. Un anno con gli Allievi, uno con la Primavera. Poi è venuto il momento di prendere in mano una squadra ed è capitato il Milan. Mi pare difficile dire di no a una simile occasione. Forse il timing non è stato dei migliori. Il Milan di Pippo? Ho visto solo poche partite. Do un’occhiata ai risultati e quelli sono già indicativi: raccontano una stagione di sofferenza. Ma io sono ottimista: due o tre anni di sacrifici e poi ripartiremo. Dobbiamo prendere l’esempio della Juve”. Su un suo possibile futuro da allenatore, il brasiliano ha infine dichiarato: “In questo momento le risponderei di no. Chissà, forse fra tre o quattro anni quando smetterò cambierò idea. Ma oggi no. Mi piacerebbe rimanere nel calcio, magari con un ruolo più dirigenziale, come Leonardo”.

per Milannews.it

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