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Il bivio di Berlusconi: entro un mese la risposta sul futuro del Milan. I cinesi offrono a Silvio un mercato anche per Fininvest. Un plauso a Inzaghi che annulla Garcia. Ibra e quella voglia di tornare

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 11 maggio 2015, 00:00Editoriale
autore Pietro Mazzara
11.05.2015 00:00Editoriale

Siamo entrati nel mese della verità. Il futuro del Milan si deciderà nel corso dei prossimi 25-30 giorni, con Silvio Berlusconi che dovrà dare una risposta definitiva, o quantomeno indicativa, su quale strada vorrà percorrere. Il bivio porta comunque ad Oriente: una via ha come capolinea Pechino, con possibile deviazione ad Hangzhou. L’altro, invece, indica come destinazione finale Bangkok. In entrambi i casi, però, la scelta che verrà fatta da Berlusconi sarà storica, epocale, probabilmente definitiva. Nel corso di questi giorni, pesando le parole, i movimenti e le sensazioni degli attori protagonisti, si può tracciare un quadro non ancora del tutto delineato con chiarezza, ma molto fedele alla realtà. Ci sono due offerte importanti sul tavolo di villa San Martino, entrambe volte, nell’arco degli anni, a far si che il controllo del Milan passi in mani diverse da quelle dell’attuale casa regnante. Ci sono stati anche due modi diversi di approcciare le trattative: uno, quello di mister Bee, molto mediatico, con giornate passate a farsi inseguire da cronisti e operatori in giro per Milano. L’altro, invece, più discreto, più razionale, più sottotraccia tanto è vero che qualcuno, tutt’ora, continua a dire che i cinesi non esistono. Esistono, esistono eccome, e hanno fatto le loro mosse. Forse è stato proprio il blitz dell’emissaria governativa a far saltare il banco, perché la famosa dama rossa è una donna molto potente in Cina, una di quelle personalità in grado di cambiare gli equilibri.

Berlusconi è rimasto molto colpito, in senso positivo, dall’approccio della cordata cinese (che dovrebbe avere Zong Quinghou come suo uomo principale, ma non solo) la quale ha saputo ascoltare e comprendere ciò che è il Milan per il suo attuale proprietario. E il fatto che Silvio sia in tour elettorale, per gli emissari di Pechino (che ha incaricato l’APECF come suo rappresentante nella trattativa), è solo un vantaggio. I cinesi, infatti, sono molto meticolosi per natura, e più tempo hanno a disposizione per lavorare e più c’è la possibilità che l’affare vada in porto. Visto che loro vogliono comprare, vogliono avere tutto sotto controllo e, non a caso, ci sono stati più incontri tecnici nelle passate settimane, oltre a quello avuto in Cina con un emissario di Fininvest. Le cifre sono quelle che tutti i media, noi compresi, vi stanno raccontando da giorni. Cambiano le percentuali, ma non cambia la sostanza. Berlusconi ha detto di non voler cedere a chi è in cerca di visibilità con questa operazione. Fare uno più uno sarebbe troppo facile, ma dall’entourage di Bee Taechaubol non filtrano più grandi notizie né, tantomeno, quel grande ottimismo legato alla possibile chiusura dell’affare. Berlusconi, ancora una volta, si è dimostrato una variante impazzita ed è anche per questo motivo che i cinesi, nel loro dossier, hanno presentato un’offerta che gli dia la garanzia di poter avere il controllo del Milan nel giro di pochi anni, proprio perché se loro entrano in un’azienda, vogliono fare due cose: renderla grande e comandare. Inoltre, il mercato cinese è in forte espansione e il Milan potrebbe avere degli introiti inimmaginabili ad oggi (basti pensare al volume di maglie ufficiali che potrebbero essere vendute ad una media di 80 euro l’una…). Chissà che dietro alla scelta dell’ex Cavaliere di prendere in considerazione la cessione della maggioranza del club non ci sia l’opportunità di sviluppare strategie molto forti, legate a Fininvest, proprio con la Cina che gli potrebbero far fruttare molti soldi. In ogni caso, in estate dovrebbe arrivare un grande campione: non Falcao, la cui situazione con la Doyen sarebbe mutata dopo il suo passaggio al Monaco, mentre è sempre più forte il nome di Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese vuole tornare, ha posto delle condizioni chiare e vuole chiudere quel cerchio che si era interrotto nell'estate del 2012.

Intanto, sabato sera, Filippo Inzaghi ha ingabbiato la Roma tornando all’antico, tornando a giocare con quell’albero di Natale che a dicembre sembrava la via giusta da percorrere verso una seconda parte di stagione che sarebbe potuta essere importante e che, invece, non lo è stata. L’assenza forza di Jeremy Menez ha portato la squadra a giocare in maniera diversa, con più rapidità nella metà campo avversaria e con una punta, Mattia Destro, che ha svolto le sue mansioni in maniera ottima, trovando anche quel gol che cercava da tempo. Nelle prossime tre partite il Milan proverà a fare en-plein per poi tirare una riga e fare i conti di fine anno. Ma sabato, a San Siro, si è rivisto lo spirito giusto.

per Milannews.it

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