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Milan: secondo posto in Italia, ed in Europa…

autore
Andrea Longoni
per Milannews.it
giovedì 11 febbraio 2010, 00:00Editoriale
autore Andrea Longoni
11.02.2010 00:00Editoriale
Andrea Longoni
Andrea Longoni

C’è poco da fare, almeno in Italia, in una competizione lunga come la serie A, non resta che mettere nel mirino il solito obiettivo: la qualificazione, se possibile diretta, alla Champions League. E’ un problema di stoffa, per dirla alla Berlusconi, non di sarto, che anzi col materiale umano a disposizione ha fatto più del possibile: basti pensare al disfattismo estivo, paragonato alla situazione odierna, in cui è vero il tricolore è diventato utopia, ma c’è un secondo posto lì, vicino, da recuperare al più presto come traguardo importante visti i tempi che corrono. In Italia ormai vince chi spende di più, lo abbiamo capito, perché chi spende di più a furia di farlo ha imparato a farlo meglio, con idee e risultati migliori. E poi se l’intera campagna acquisti estiva si esaurisce a un solo vero nome (Huntelaar), o azzecchi il colpo o hai fallito tutto, non ci sono alternative. Purtroppo per chi ha il Milan nel cuore il caso in questione è il secondo. Per quest’anno, al di là di sogni ora troppo difficili, il secondo posto in classifica avrebbe davvero il significato di un successo. Discorso che forse varrà anche per i prossimi due anni, perché all’orizzonte rossonero non si vedono inversioni di tendenza, non si vedono mani che si avvicinano al portafoglio, si vedono pochi, pochissimi euro, una miseria rispetto a quelli che “l’altra squadra di Milano” siamo certi spenderà (giustamente o meno, lascio decidere a voi). I milanisti se non l’hanno ancora fatto se ne devono fare presto una ragione.

“Forse nel 2012 tutto questo cambierà” aveva detto Galliani non più tardi di un mesetto fa, a proposito della competitività del nostro campionato, ormai a senso unico da qualche anno. 2012 come spartiacque, speriamo, quando entrerà in vigore il fair-play finanziario, questa sì una buona invenzione di Platini. Da quel momento ogni club potrà spendere soltanto i soldi incassati, e allora sì in Italia gli equilibri, almeno sulla carta, cambieranno. Non voglio essere
disfattista e pessimista, anche perché il pallone è davvero rotondo e la storia del Milan ci ha insegnato anche nel recente passato che tutto è possibile. Soprattutto in Europa, che in tutto questo merita un discorso a parte: lì l’ampiezza della rosa conta, ma conta relativamente, lì il cuore e l’esperienza contato e contano tanto. Lì il Milan, rispetto all’altra squadra di Milano, ha probabilmente ancora qualcosa in più, difficile da definire, ma c’è e si sente. Ecco perché la stagione non è assolutamente da buttare, ecco perché fare un pensierino alla coppa dalle grandi orecchie non è poi così azzardato: la storia recente del Milan lo insegna, chi ha questa squadra nel cuore lo sa bene e non lo può dimenticare. Non so se è questione di DNA oppure se è la musichetta a rendere magica la squadra in questa competizione, quello che so è che bisogna davvero provare a rivincerla.

per Milannews.it

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