Quei giovani prima venduti e poi richiesti: i progetti non si improvvisano
Matteo Calcagni
"Abbiamo richiesto che giocassero i giovani, una richiesta rimasta inevasa" ha dichiarato Silvio Berlusconi a Saronno, riferendosi al mancato utilizzo in prima squadra dei ragazzi della Primavera rossonera. Un'opinione comune anche a molti tifosi, i quali avrebbero voluto vedere da settimane i vari Mastalli e Modic, in modo che il finale di questa opprimente stagione avesse un senso. Inzaghi ha proseguito sulla sua strada, forse per la paura di non sbagliare, facendo debuttare il solo Felicioli nel finale del San Paolo, sul 3-0 per i partenopei.
PARADOSSO - Il tecnico piacentino avrebbe dovuto spingere su certi elementi già da settimane, quando ancora il campionato rossonero aveva una sua seppur flebile logica, ma farlo ora, con la squadra in totale caduta libera, sarebbe forse deleterio per gli stessi giovani. La stagione è stata impostata malamente fin dal principio, non tanto da Inzaghi ma dalla stessa società e dirigenza. Ora si parla di giovani, ma perché ad agosto si è sacrificato Cristante quando mesi prima è stato ingaggiato Essien? Perché a gennaio Saponara è stato lasciato andare quando gli spazi, in rossonero, sembravano potersi aprire? Eccetera, eccetera...
PROGETTO A LUNGO TERMINE - Il "progetto" giovani, ora tornato all'ordine del giorno, non può essere solo invocato ma deve anche essere impostato con somma cura. Non si può trasferire in blocco - e automaticamente - la Primavera alla prima squadra, non si può valorizzare i ragazzi senza un'idea da portare avanti nel corso del tempo. Il settore giovanile rossonero è florido di talenti, ma il talento va stimolato e non bruciato. I giocatori vanno quindi inseriti in un contesto solido, quindi distante eoni da quello attuale, con una logica di ruolo e di contesto. E per farlo, se ci fosse il bisogno di ribadirlo, serve pazienza da parte di tutti: della società, dell'allenatore e dei tifosi. Ben venga quindi un Milan giovane, ma con i presupposti giusti perché quei ragazzi possano diventare grandi e spiccare il volo.


