Svanita la suggestione Ancelotti, il Milan torna a pensare alla concretezza
Matteo Calcagni
La missione di Adriano Galliani a Madrid, contraddistinta da un forsennato pressing su Ancelotti, pur non scatenando ottimismo era comunque riuscita a dare il là a qualche suggestione: le percentuali che salivano, la lunga serie di incontri, le parole di Berlusconi... In molti, tuttavia, non riponevano grandissima fiducia in quest'opera di convincimento, restii a credere che il tecnico emiliano sarebbe passato dal Real ad un Milan reduce da un ottavo e decimo posto in campionato. Si parlava di grandi investimenti atti a convincere l'allenatore di Reggiolo, ma ancora di concreto non c'era (e non c'è) stato nulla, in attesa di capire se e quando ci sarà il tanto ventilato ingresso di capitali stranieri.
L'IDEA SINISA - Il "no" di Ancelotti, evidentemente non troppo convinto di un ritorno in rossonero, potrebbe comunque non essere visto come un qualcosa di totalmente negativo. Il club rossonero ha bisogno di ripartire da zero e, in quest'ottica, farlo con un "personaggio esterno" sarebbe forse più semplice che con una figura troppo legata all'ambiente. Da qui il nome di Sinisa Mihajlovic, allenatore preparato e dalle precise idee di calcio, affamato e desideroso di emergere. Ovviamente, anche da un punto di vista mediatico, ora il serbo passerebbe come una sorta di seconda scelta, quando fino a poche settimane fa sarebbe stato probabilmente accolto con maggior soddisfazione dalla piazza. Evidentemente il Milan aveva la convinzione di poter convincere Ancelotti, a scanso delle percentuali sfavorevoli, ma se si fosse fiondato subito su un altro nome ora avrebbe già un allenatore (e forse il mercato sarebbe già partito).
LA SCELTA - Il nome di Mihajlovic è balzato in pole position dopo che nel weekend si era palesato il nome di Christian Brocchi, evidentemente caro al presidente ma troppo rischioso in quanto esordiente. Il tecnico serbo, libero da vincoli contrattuali, può accasarsi dove meglio crede e, visto anche il corteggiamento del Napoli, ha preferito legarsi ai colori rossoneri. Eppure il club partenopeo sembrava la sua destinazione più credibile, ma l'opera di convincimento di De Laurentiis nei confronti di Unai Emery ha cambiato decisamente le carte in tavola. Con una squadra rinnovata, il serbo potrebbe essere realmente l'uomo giusto per guidare la risalita del Milan, abbracciando una filosofia di gioco e di lavoro ben definita, accurati dopo anni di esperienza e di gavetta


