Da Mihajlovic a Mr. Bee in due giorni fondamentali: il Milan ritorna ad alzare la testa
Matteo Calcagni
Due giorni per ribaltare l'umore della piazza, due giorni per tornare a sperare in un futuro più roseo. La missione milanese di Mr. Bee di fine aprile/inizio maggio, conclusasi con il namasté con Berlusconi al Park Hyatt Hotel, sembrava far presagire una rapida ascesa del thailandese, ma l'attesa e le tante voci successive hanno minato sensazioni ed entusiasmo. Nelle settimane successive si sono rarefatte le certezze e i sogni di gloria che, accarezzati o per lo meno cullati, stavano iniziando a rarefarsi: zero interventi sul mercato, il corteggiamento ad Ancelotti conclusosi con un "no" semi-scontato, la paura di non riuscire a risalire la china... Poi due giorni. E tutto cambia.
Il MILAN A MIHAJLOVIC - Probabilmente la dirigenza rossonera non poteva effettuare una scelta migliore per la propria panchina, forse migliore anche dello stesso Ancelotti, allenatore immenso ma troppo legato all'ambiente e probabilmente meno "affamato" rispetto ad un tempo. Le risalite, e le rivoluzioni, dovrebbero iniziare da uomini nuovi, capaci di troncare col passato senza remore eccessive. Mihajlovic può farlo, garantendo allo stesso tempo una rielaborazione sull'aspetto tecnico, tattico e motivazionale una squadra che ha smarrito i giusti binari da almeno un biennio.
IL 48% A MR. BEE - Per ripartire, come hanno giustamente sottolineato in tanti, non basta una guida tecnica azzeccata ma servono anche investimenti più o meno corposi. Guardiamo al centrocampo che, teoricamente, dovrebbe essere ricostruito per almeno metà degli effettivi. Per farlo, anche senza puntare top-player della mediana, serviranno inevitabilmente risorse economiche. Per fare un esempio: i vari Bertolacci e Soriano, accostati recentemente ai rossoneri, arriverebbero soltanto con offerte vicine (o forse superiori) ai dieci milioni di euro, cifre non iperboliche ma inarrivabili senza aiuti esterni. Il nuovo blitz meneghino del broker thailandese ha di fatto sancito una svolta epocale per il Milan: Berlusconi ha ceduto il 48% del club (l'ufficialità arriverà nelle prossime settimane) il cui valore completo è stato fissato ad un miliardo di euro. Un passaggio essenziale per tornare a competere, senza perdita di identità, ma con un inserimento importante di fondi stranieri. Ora serviranno altri passi e tanto lavoro, ma in due giorni l'ambiente rossonero è tornato a rialzare la testa.


