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Operazione Ibra: tra voglia di competere subito e nostalgia

autore
Alessandro De Magistris
per Milannews.it
mercoledì 10 giugno 2015, 21:00Primo Piano
autore Alessandro De Magistris
10.06.2015 21:00Primo Piano
Daniele Mascolo/PhotoViews
Daniele Mascolo/PhotoViews

Quando Zlatan Ibrahimovic arrivò al Milan negli ultimi giorni di agosto del 2010 non era visto granchè bene dalla tifoseria: gli si rinfacciava l'essere un ex Juventus e Inter oltre all'essere un mercenario. Esattamente due anni dopo, quandò lascio assieme a Thiago Silva in quella che è stata la cessione più traumatica per i tifosi rossoneri nell'ultimo lustro, la situazione era radicalmente diversa: Ibra era un idolo, l'uomo che aveva riportato il Milan sul tetto d'Italia. E rieccoci tre anni dopo a parlare ancora di Zlatan che potrebbe tornare a vestire rossonero, forti di una ritrovata forza economica. Ma perchè Zlatan Ibrahimovic?

Nostalgia canaglia - Il primo vero motivo che spingerebbe Zlatan a ritornare a Milano e il Milan a investire in un 34enne molto costoso è una certa nostalgia. In due anni si è fatto amare dalla tifoseria con gol e prestazioni eccellenti, oltre a un carattere e una grinta che si intravedono in pochi uomini. Il Milan amava Zlatan e Zlatan amava il Milan e Milano, città perfetta per i suoi standard di vita, rapporto che invece non si è creato con Parigi: città fredda emotivamente, non particolarmente legata al calcio e non incline a fomentare l'ego di un uomo che vive per sentirsi il numero 1 al mondo. Nel rapporto con il PSG ha pesato moltissimo la frase pronunciata qualche mese fa "paese di m..." e a Parigi nessuno gliel'ha ancora perdonata ed è per questo che quando ha sentito Galliani ieri sera ha accettato immediatamente l'ipotesi Milan, anche a costo di tagliarsi lo stipendio (in fondo lo sa anche lui che con 6/7 milioni all'anno si arriva tranquillamente a fine mese).

Voglia di tornare subito grandi - Ma oltre all'operazione nostalgia c'è di più. Zlatan non tornerebbe per svernare dopo anni deludenti (come hanno fatto ex rossoneri come Kakà e Shevchenko), lui è ancora dominante, è l'uomo che ha fatto vincere Ligue 1 e Coppa di Francia al PSG e soprattutto ha ancora una fame di successi come pochi altri al mondo. Per il Milan quindi sarebbe un investimento importante e a breve termine, ma per tornare subito competitivi è giusto prendere certi rischi: in questa Serie A viene difficile pensare che Ibra non riesca a portare il Milan in Champions (lo Scudetto solo con lui sarebbe ancora impensabile) ed è sempre stato capace di valorizzare al meglio giocatori non eccelsi, Nocerino e Boateng ne sono l'esempio lampante: via lo svedese sono tornati a livelli di gioco più consoni al loro talento. Da questo punto di vista sarebbe una scelta corretta anche dare fascia di capitano e maglia #10 allo svedese: Zlatan sa come si vince e sarebbe il leader di questo nuovo corso pronto a guidare i compagni verso le vette della Serie A. Al momento il ritorno di Ibrahimovic al Milan è ancora solo un'ipotesi, concreta, ma di fatto c'è ancora poco, soprattutto nella trattativa col PSG. Certo è che a leggere certe notizie restare coi piedi per terra risulta particolarmente difficile...

per Milannews.it

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