Il Milan ritrova gol, vittoria e sorriso
Davide Bin
A cinque giorni dalla sfida con il Manchester, il Milan finalmente si sblocca e riprende il cammino bruscamente interrotto nel derby e che da quel momento sembrava diventato tutto in salita e simile ad una Via Crucis; dopo aver segnato un solo gol in quattro partite e per di più con un centrocampista, i rossoneri ritrovano anche i gol degli attaccanti, grazie a Huntelaar (doppietta) e al rientrante Pato e tornano a segnare con facilità. Solo buone notizie quindi? Magari! La verità è che nemmeno dopo una vittoria si può stare davvero tranquilli, perchè si sono visti troppi svarioni, parecchie palle perse in modo banale, molti errori individuali e, inoltre, ci sono due infortuni e quello di Thiago Silva preoccupa un po' in vista della sfida di martedì. Comunque se alla vigilia avevamo detto che era importante ritrovare la vittoria dopo un periodo difficile e sofferto, si può dire che l'obiettivo principale sia stato raggiunto e ciò permette di ritrovare anche il sorriso che, per ammissione dello stesso Leonardo, era sparito dal viso dei suoi giocatori dopo il derby. Al terzo tentativo, dopo le sconfitte di Udine e in Coppa Italia, il Milan riesce finalmente a battere i bianconeri friulani, anche se c'è stato da soffrire e penare fino alla fine e lunghi brividi ci hanno percorso la schiena nel finale di partita e non solo per il freddo pungente, visto che i rossoneri sono riusciti a complicare per ben due volte una sfida che sembrava già vinta: sul 2-0 nel primo tempo hanno subito un gol negli ultimi secondi della frazione di gioco e nella ripresa, dopo il 3-1 firmato Huntelaar, hanno permesso all'Udinese di dimezzare lo svantaggio nel finale, rendendo incandescenti gli ultimi minuti. Se questa doveva essere una prova generale in vista della sfida contro il Manchester, non tutto è filato liscio, ma visto che si trattava di un appuntamento importante anche per la classifica del campionato, perchè anche a quella e non solo alla Champions bisogna pensare, la vittoria, seppur faticosa, è importante per riscavalcare momentaneamente la Roma e tenere a debita distanza la concorrenza, lasciando perdere chi sta davanti ed eventuali sogni (o utopie) scudetto. Ci siamo goduti le magie di Ronaldinho, la ritrovata vena realizzativa di Huntelaar (forse non l'aveva mai persa, il fatto è che ha giocato pochissimo e spesso nei momenti in cui la squadra era in difficoltà) e la vivacità di Pato, che dopo una lunga assenza aveva voglia di spaccare il mondo e a volte ha un po' esagerato intestardendosi in dribbling e accelerazioni che andavano a cozzare contro la difesa friulana; insomma un Milan a due volti che in molti frangenti ci ha divertito ma è stato capace anche di farci disperare, perdendo troppe palle in modo banale e non riuscendo a chiudere una partita in cui poteva anche dilagare ma che è rimasta in bilico fino alla fine.
Leonardo schiera un Milan "mascherato" davanti a Ferguson (in tribuna per visionare i rossoneri), per necessità più che per scelta: non ci sono Borriello, Seedorf, Antonini e Zambrotta, mentre Pato parte dalla panchina, ma almeno rientra Nesta al centro della difesa e il centrocampo è un po' più solido con due incontristi a proteggere il regista Pirlo, mentre Ronaldinho e Mancini hanno il compito di assistere Huntelaar, che ha finalmente l'occasione di giocare da titolare a San Siro in campionato, dopo tanta panchina e spezzoni di partita e deve riscattare la scialba prova di Coppa Italia contro lo stesso avversario, l'Udinese di De Biasi che cerca un risultato di prestigio per alimentare una classifica deficitaria. Il popolo rossonero dimostra di non gradire troppo il campionato spezzatino e la partita al venerdì: lo stadio è più vuoto del solito anche perchè fa molto freddo e gli ultimi risultati negativi hanno raffreddato l'entusiasmo dei tifosi; anche i tifosi ospiti sono solo uno sparuto gruppetto ed espongono uno striscione eloquente: QUESTO SPEZZATINO CI FA SKYFO, per far capire che le esigenze televisive, in questo caso sommate alle legittime esigenze di chi deve giocare in coppa al martedì, stanno sempre più complicando la vita ai tifosi "da stadio", con partite "spalmate" in più giorni e sempre meno in programma nel giorno "canonico" cioè la domenica.
Per fortuna ci pensa il Milan a riscaldare i cuori rossoneri, con un avvio brillante che porta subito un'occasione per Huntelaar, sventata in extremis e poi il gol del vantaggio, grazie ad una magia di Ronaldinho sulla destra con delizioso cross per la testa di Huntelaar, bravo e abile ad insaccare con grande tempismo. L'ovazione di San Siro dimostra che l'olandese è entrato nei cuori dei tifosi pur giocando poco e a volte male e si spera che ciò possa dare fiducia ad un giocatore che ha fatto fatica ad ambientarsi ma che può essere importante in alternativa o anche in aggiunta a Borriello. Sbloccato subito il risultato, il Milan continua ad attaccare ma deve anche controllare la reazione dell'Udinese, che prende coraggio e si spinge in avanti non avendo più nulla da difendere. L'infortunio di Mancini costringe Leonardo a fare troppo presto il primo cambio; peccato perchè il brasiliano poteva tranquillamente giocare tutta la partita, visto che non può essere schierato in Champions League, ma almeno c'è l'occasione di rivedere finalmente in campo Pato dopo una lunga assenza. Il Papero ha voglia di giocare come un bimbo rimasto troppo tempo senza il suo giocattolo preferito e allora eccolo sgommare sul campo, partire in velocità, tentare accelerazioni brucianti, dribbling complicati e giocate difficili che non sempre gli riescono; ma quando nella tua squadra gioca un fenomeno come Ronaldinho, per di più ispirato per quanto riguarda gli assist, l'occasione buona può arrivare da un momento all'altro e allora ecco un sontuoso lancio "no look" dalla metà campo che smarca Pato davanti alla porta avversaria; il Papero sfrutta un rimpallo, scarta il portiere, segna a porta vuota e si gode l'urlo di San Siro e gli applausi dei suoi tifosi. Vietato rilassarsi, però, perchè Thiago Silva esce per infortunio muscolare e sembra una vera disdetta, a pochi giorni dalla sfida con il Manchester e proprio ora che si era ricomposta la coppia centrale con Nesta; entra Bonera, ma la difesa si deve riassestare e non è un caso che poco dopo arriva il gol dell'Udinese, con Floro Flores che anticipa Gattuso di testa e Dida che si lascia carambolare il pallone addosso tentando una goffa ed inefficace parata. Peccato davvero, perchè mancavano pochi secondi al riposo e, infatti, l'arbitro non fa neanche riprendere il gioco a manda tutti negli spogliatoi.
Fortunatamente il Milan comincia bene la ripresa, senza farsi condizionare dal gol subito in extremis, anche se l'Udinese prova ad alzare il baricentro e a completare la rimonta. Huntelaar, rinfrancato dal gol segnato in avvio, dimostra di essere un vero attaccante d'area di rigore, si muove bene e si fa trovare pronto quando il pallone buono arriva in area: cross di Ronaldinho, deviazione di Ambrosini e il "cacciatore" raccoglie l'invito, si gira su se stesso e fulmina Handanovic, scatenando la terza esultanza della serata a San Siro. Questa volta l'Udinese fatica a reagire e il Milan potrebbe completare il poker con lo stesso Huntelaar, con Gattuso (che spara sul portiere) e con un colpo di testa di Dinho salvato da Pepe. Leonardo effettua la prima ed ultima sostituzione per scelta e non obbligata per infortunio, inserendo Beckham al posto di Ronaldinho; standing ovation per il brasiliano, ma la mossa non sembra azzeccata, perchè Beckham non ne indovina una e i passaggi migliori li fa...agli avversari, prendendo in contropiede i compagni e innescando pericolose ripartenze dell'Udinese. In una di queste i friulani trovano il gol con Di Natale e, così, gli ultimi minuti diventano una sofferenza; per fortuna l'arbitro concede solo due minuti di recupero e, così, alla fine si può esultare per una vittoria attesa da tempo e che chiude un periodo difficile.
In un sol colpo il Milan ritrova gol, vittoria e sorriso: i gol di Huntelaar, gli assist di Ronaldinho, il lampo di Pato restituiscono serenità e allegria ad un ambiente che gli ultimi risultati negativi avevano depresso. La sensazione è, però, che un Milan così non possa bastare per superare il Manchester United: servirà fare meno errori, non perdere banalmente palloni a metà campo e rimanere più attenti e concentrati rispetto a quanto fatto in quest'occasione, ma per il momento godiamoci per qualche ora questa vittoria che fa bene al morale, per iniziare nel migliore dei modi un periodo decisivo e fa bene alla classifica, perchè non si vive di sola Champions e anche il campionato ha la sua importanza.


