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Galliani spiazzato da tanta ricchezza

autore
Luca Serafini
per Milannews.it
venerdì 17 luglio 2015, 00:00Editoriale
autore Luca Serafini
17.07.2015 00:00Editoriale
Federico De Luca
Federico De Luca

Anche uno storico, appassionato milanista può risultare spiazzato da questo mercato del Milan improvvisamente sontuoso per cifre e disponibilità. Disporre di 47 milioni per Bertolacci e Romagnoli dopo qualche estate di caldo torrido e desertico, è un evento di tale sorprendente ridondanza da mettere in ginocchio anche l’osservatore più attento e il conoscitore più profondo delle vicende rossonere. Il fatto è che, a prescindere dall’esito della trattativa per l’ex difensore della Sampdoria ora alla Roma, le cifre sono improvvisamente schizzate ai massimi. Ha ragione Maurizio Compagnoni (SkySport): ci vuole del coraggio nell’offrire 25 milioni a Romagnoli, ma ce ne vuole ancora di più per rifiutarli. Come sia rifiorita icosì opulenta la cassa anemica di Adriano Galliani, Cina o non Cina, Fininvest o non Fininvest, è un bel mistero che forse lo stesso Galliani cerca di non approfondire più di tanto. Certo è che le sue mosse, meglio ancora la sua comunicazione, in tema mercato-Milan appaiono ora avventate, ora un po’ sopra le righe, ora casuali. Non c’è niente di male nel dover ripiegare a un certo punto, durante il periodo delle bancarelle, su alternative che appaiono in tutto e per tutto ripieghi: si ha una disponibilità, si fa un’offerta, a valutarla ormai sono in tanti (club, giocatore, procuratore, procuratore del procuratore, galoppino del cedente, galoppino del presunto compratore, galoppino o procuratore del procuratore del procuratore, fratelli zii cugini e parenti o amici pizzaioli del giocatore, eccetera).

La sensazione da fuori e da qualche aneddoto interno è pero che Galliani, abituato da qualche anno a remare piano piano sul gozzo in compagnia dei soliti quattro amici naufraghi, improvvisamente al timone dello yacht tenda a sbizzarrirsi tra una spiaggia esclusiva e l’altra, non riuscendo ad attraccare in nessuna di queste. Non è cattiveria o malevolenza: è il frutto della comunicazione. C’è una catasta di nomi contro i quali ha sbattuto la prua, da far rabbrividire l’equipaggio e chi osserva dal molo.

La rada Ibrahimovic per esempio resta la più ospitale, elegante, stuzzicante ma fuori dalla portata delle ancore rossonere. In questo momento la questione Ibra è insabbiata. Serve un’alta marea a farla riemergere. All’improvviso esce anche la notizia dello sfoltimento della rosa, come fosse un’esclusiva di chissà quale portata quando invece rappresentava una priorità assoluta. Molti rami secchi sono stati già potati, ne restano degli altri. Per far rifiorire l’albero certamente serve maggiore lucidità, maggiore freschezza, servono idee chiare. Meglio lavorare in silenzio, allora, come una volta. Senza svelare gli obiettivi, prima di andare fuori rotta prima in modo comico, poi estremamente pericoloso.

per Milannews.it

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