Derby in avvicinamento e problemi diffusi, ma il Milan può affidarsi al suo punto di forza
Matteo Calcagni
Difficile immaginare che, dopo novanta milioni spesi, l'umore della piazza rossonera potesse essere così plumbeo. La campagna acquisti, faraonica negli investimenti, ha lasciato insolute alcune lacune, dimenticando soprattutto le enormi falle della mediana. L'entusiasmo è ormai un ricordo mentre si avvicina, a piccoli passi, il derby della terza giornata, già snodo importante della stagione.
IL DERBY SI AVVICINA - Il Milan affronterà la stracittadina con elevati problemi a centrocampo, tra infortuni e carestia qualitativa, appellandosi alle poche certezze fin qui emerse. Una delle quali non può non essere Sinisa Mihajlovic, martello dello spogliatoio, visibilmente contrariato per le prove insoddisfacenti della sua squadra: il tecnico serbo cercherà di caricare il più possibile il gruppo, nella speranza che emerga finalmente quella cattiveria agonistica rimasta ancora in soffitta.
SPERANZA ATTACCO - Il vero punto di forza di questo Milan, tuttavia, non può non essere il reparto d'attacco. A differenza degli ultimi anni, dove i reparti offensivi rossoneri erano legati alle fiammate di sparuti singoli (vedi Menez), ora la situazione appare ben più variegata ed incoraggiante. Luiz Adriano e Bacca hanno qualità tecniche, fisiche e tattiche che gli permettono di fare male anche in assenza di una manovra pro-punte, stesso discorso per Balotelli, il cui ruolo da "alternativa di lusso" potrebbe essere decisivo sia per lui che per la squadra. Il Milan che si approccia al derby proverà ad affidarsi ai suoi punteros, in attesa che il futuro regali una squadra più equilibrata e pensante in mezzo al campo.


