Dopo tre anni, un Natale sereno, ma sotto l'albero non ci saranno grandi botti di mercato. Galliani-Miha, un intervento che ha cambiato la partita. Jack da Europeo, Abate: gesti da leader
Pietro Mazzara
Dall’inferno al paradiso in 45 minuti. Il Milan si regala un Natale sereno battendo per 4-2 il Frosinone al termine di una partita tutt’altro che semplice, ma che sembrava essere pronta ad essere incamerata sui binari rossoneri che riuscivano a non sbagliare l’approccio iniziale al match, come invece accaduto nelle ultime uscite. Poi, un black out azionato dalla doppia parata di Leali su Niang e Bacca, mandava in cortocircuito il sistema rossonero permettendo a Ciofani di trovare un gol che aveva solo sognato. L’intervento di Galliani negli spogliatoi, nell’intervallo della partita, deve aver portato i risultati sperati visto che l’amministratore delegato, insieme all’allenatore, ha “spronato” la squadra a darsi una svegliata perché perdere ieri al “Matusa” avrebbe creato non pochi problemi sia alla società sia ai giocatori stessi, che da oggi si potranno godere una settimana piena di vacanza. L’intervento di Galliani è stato un gesto forte, ma che unito alla convinzione di Mihajlovic di vincere la partita, è servito a dimostrare a questa squadra che la società, quando vuole, sa come intervenire per mettere alle strette un gruppo che non si può concedere delle pause, soprattutto quando va sotto.
Che dire ancora di Giacomo Bonaventura? Questo giocatore migliora partita dopo partita, diventando sempre più fondamentale per questo Milan. Le sue prestazioni sono sempre di alto livello e anche quando non è al top, riesce a mettersi alle spalle i problemi fisici e a dare tutto per la squadra. È innegabile che sia diventato il leader tecnico della squadra, quel giocatore al quale affidare i palloni che scottano. Ma ieri la scossa l’ha data, a livello di mentalità, Ignazio Abate. Il terzino rossonero, autore del suo quarto gol con la maglia del Milan in A, ha dato un chiaro segnale ai compagni dopo la sua rete: non c’è tempo d’esultare, dobbiamo andare a vincerla. Una presa di coscienza e di posizione di uno dei vecchi dello spogliatoio che ha fatto vedere ai compagni come si debba avere una mentalità vincente anche nei momenti di difficoltà. Quell’urlo strozzato, quel gesto con le mani a richiamare tutti e subito alle armi perché lasciare tre punti in ciociaria sarebbe stato davvero sanguinoso.
Che mercato di gennaio si dovrà attendere il tifoso del Milan? Ad oggi, con ogni probabilità, un ritorno al passato ovvero ad acquisti fatti con oculatezza economica – per usare un eufemismo – nel tentativo di puntellare la rosa a disposizione di Mihajlovic. A questa squadra servono un difensore centrale, un centrocampista e almeno uno-due esterni di centrocampo per rimpolpare il reparto delle ali per il 4-4-2. Tuttavia, salvo sorprese direttamente da Arcore, non è lecito aspettarsi nomi altisonanti. Sarà un mercato low cost, dovuto anche al rinvio del closing con mister Bee. Sulle uscite è praticamente definito il passaggio di Suso al Genoa con una formula che porterà lo spagnolo ad indossare la maglia rossoblù almeno per i prossimi sei mesi, con la possibilità che il prestito venga prolungato con il Genoa che poi potrebbe esercitare il diritto di riscatto ad una cifra prestabilita dalle parti. Saluterà anche Nocerino, il cui contratto andrà in scadenza a giugno e che non trova spazio nelle idee di Mihajlovic. È probabile che se il centrocampista campano dovesse trovare squadra, il Milan potrebbe concedergli anche la risoluzione anticipata del contratto stesso, magari con una buonuscita. Anche Ely è destinato a fare le valigie.


