Taiwo: "Se mi avessero dato più tempo, avrei fatto al Milan quel che feci a Marsiglia"
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Gaetano Mocciaro
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09.10.2026 20:30Serie A
L'ex difensore nigeriano torna a parlare della sua sfortunata parentesi in rossonero, nella quale ha collezionato appena 4 presenze
Alberto Lingria/PhotoViews
Taye Taiwo è stato una meteora del Milan, nonostante le ottime referenze che lo avevano accompagnato per i trascorsi a Marsiglia. Il nigeriano, arrivato a parametro zero nell'estate del 2011, trovò pochissimo spazio venendo bocciato senza appello. A distanza di anni, l'ormai ex calciatore è tornato a parlare e lo fa ai microfoni di MilanNews.it. Di seguito un estratto:
Al Marsiglia era diventato una leggenda, collezionando quasi 200 presenze. L’esperienza al Milan ha segnato l’inizio del declino della sua carriera visto che non molto dopo è andato a giocare in Svizzera, Finlandia, Svezia e Cipro senza dimenticare il Sant'Angelo.
"No, il problema che ho avuto al Milan è stato alla caviglia. Ho disputato tutte le partite di allenamento, ma poi quell’infortunio mi ha tenuto fuori per mesi. Quando sono tornato, è diventato tutto molto difficile".
Dopo appena cinque mesi, però, ha gettato la spugna decidendo di ripartire dal QPR. Forse ha avuto troppa fretta?
"Avevo parlato con l’allenatore (Max Allegri, ndr) dicendogli che volevo giocare e che non volevo assolutamente marcire in panchina. Mi disse che, se avessi trovato una squadra in cui andare in prestito, non ci sarebbero stati problemi. È per questo che sono andato al Queens Park Rangers".
Il Taye Taiwo ammirato da tutti a Marsiglia era però superiore al giocatore che doveva sostituire nell'undici iniziale e che le aveva soffiato il posto, Luca Antonini?
"Assolutamente! Ma, dal mio punto di vista, quando sono arrivato al Milan avrei dovuto imparare l’italiano. La Serie A è diversa dalla Premier League e dal campionato francese. Credo che, se mi avessero dato più tempo, anche per imparare la lingua, avrei fatto al Milan quello che avevo fatto al Marsiglia. Ma ormai è passato… E sono comunque orgoglioso di aver avuto l’opportunità di entrare a far parte di un club così importante, una delle squadre più grandi al mondo".
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