Senza Bertolacci il Milan non vince quasi mai: un limite intermedio da risolvere a gennaio
Matteo Calcagni
Appare paradossale, non soltanto col senno di poi, che il Milan abbia impostato la sua stagione sul 4-3-1-2, non disponendo né di un trequartista, né di un reparto mediano tale da coprire tutti quei ruoli del centrocampo. Nelle prime sette giornate, quando Mihajlovic ha stoicamente proseguito con questo modulo, sono emersi tutti i limiti della rosa milanista e del suo reparto intermedio. Il 4-3-3 e poi il 4-4-2 hanno oscurato parte del problema, senza però nasconderlo totalmente: basti pensare alle difficoltà incontrate dal Milan a causa dell'indisponibilità di Bertolacci.
PRESENZA FONDAMENTALE - Senza l'ex rossoblù, per altro criticatissimo nelle sue primissime uscite in rossonero, il Milan ha vinto soltanto contro la Sampdoria, perdendo con la Juventus e pareggiando con Atalanta, Carpi ed Hellas (dove Bertolacci era disponibile ma è subentrato solo nei minuti finali). Il centrocampista romano non è la panacea di tutti i mali rossoneri, ma iproblemi incontrati dimostrano che la mediana, così com'è, non può considerarsi affidabile. Una squalifica, un infortunio o un calo di forma sono episodi consueti nel calcio e il Milan non può non tenerne conto.
CACCIA AL RINFORZO - Insieme a Bertolacci, gli unici due centrocampisti che hanno garantito un contributo affidabile (pur senza esaltare) sono stati Kucka e Montolivo. Può essere sufficiente questo trio per fare la differenza contro mediane agguerrite e qualitativamente impostate? Evidentemente no, vista la classifica che penalizza il Milan nei confronti delle altre big del campionato. Con un de Jong ritrovatosi ai margini, difficilmente recuperabile visto quanto accaduto col Verona, la società rossonera deve obbligatoriamente provare ad intervenire sul mercato. A gennaio è difficile mettere a segno affari scintillanti, ma questa non è una buona motivazione per restare fermi ai box.


