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De Winter: "Sento la fiducia di Amorim. Scudetto? Vado in bici da Milanello a Casa Milan"

Ivan Cardia
autore
Ivan Cardia
Oggi alle 16:45Serie A
09.10.2026 16:45Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Koni De Winter titolare fisso nel Milan di Ruben Amorim. Il difensore rossonero ha parlato della fiducia del portoghese a SportMediaset: “Dovete chiederlo al mister… Io cerco di fare il mio lavoro, di dare il massimo alla squadra e di tenermi pronto per ogni partita, fisicamente e mentalmente. Il resto sono scelte dell’allenatore, io come tutti cerco di dare il massimo”.

Ha visto in te qualche qualità specifica e te l’ha detto?
“Penso che dalla prima intervista che abbiamo fatto insieme a Jakarta abbia sempre detto che sono un giocatore importante per lui. Sento la fiducia in ogni allenamento, in ogni partita: è una cosa davvero bella per un giocatore”.

Cosa vi ha portato di nuovo Amorim?
“Entusiasmo. La voglia di fare fatica insieme, ma anche di ridere e scherzare insieme. Di allenarsi duro e sacrificarsi per i compagni: si vede anche da fuori, penso, che questo gruppo ha voglia di stare insieme e battersi l’uno per l’altro”.

In allenamento è anche severo?
“Penso che sia un mister molto umano: ci puoi parlare, lui ti parla. È uno molto accessibile”.

Come cambia il vostro lavoro con la difesa a quattro?
“L’ha voluta provare Amorim: noi stavamo anche bene, ma lui prende le decisioni per vincere le partite e abbiamo vinto. Penso che abbia fatto la scelta giusta”.

Come mai hai scelto la maglia numero 5?
“Non c’è spiegazione, era libero… Mi piace giocare con i numeri bassi: avevo il 3 e il 4, ora il 5”.

Era il numero di Costacurta…
“Sì, me l’hanno detto. Ma non c’è una spiegazione particolare. Io non l’ho vissuto come voi”.

Ti piacerebbe diventare un nuovo Vincent Kompany, allora?
“Mi piacerebbe diventare un giocatore importante come i nomi che sta dicendo, penso sia il sogno di ogni ragazzino che inizia a giocare a calcio e sogna di lasciare il segno nella storia di questo sport”.

È vero che potevi chiamarti Clarence in onore di Seedorf?
“Sì, l’ho scoperto un paio di anni fa, quando me l’ha detto. Io non sapevo perché, però è stato bello arrivare al Milan: qui Seedorf ha lasciato una grandissima storia. Nella vita accadono cose strane”.

Sei molto veloce in campo, ma fuori molto pacato. Ti trasformi?
“Dipende a chi lo chiedete… Magari la mia famiglia non la pensa così. Però è vero che quando sono fuori, magari con gente che non conosco, mi piace stare calmo e non essere troppo appariscente”.

Chi è quello più attivo nello spogliatoio?
“Non lo so, però abbiamo gente attiva come Diego Moreira, come Chukwueze, che fa sempre ridere. Abbiamo un po’ di personaggi”.

Sei in Italia da tanti anni, in cosa ti senti italiano?
“Mi sentirò sempre belga e congolese, però mi piace molto la cultura in Italia. Mi piace la gente in Italia, mi hanno sempre accolto molto bene. Il cibo è meraviglioso, il clima… A me piace come vivono gli italiani, l’orgoglio che hanno”.

Ti piacerebbe rimanere una bandiera del Milan?
“Certo. Il Milan secondo me è un club che deve stare al top. Tanti firmerebbero per rimanere in un club per tanti anni”.

Chi tra Cristiano Ronaldo e Modric è più forte nel rispettivo ruolo?
“È difficile, sono ruoli diversi. Hanno entrambi una carriera meravigliosa: Cristiano è più forte a fare gol, Modric nel giocare a pallone. Questa è la mia passione”.

In caso di scudetto faresti in bicicletta da Milanello a Casa Milan?
“Sì, certo. Io da giovane ho fatto dei giri anche di due giorni con mio papà. In Belgio è molto normale andare in giro con la bicicletta, perché no”.

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