Una casa solida si costruisce dalle fondamenta: il Milan ragiona sulla difesa tra mercato e certezze
Thomas Rolfi
Una casa solida si costruisce a partire dalle fondamenta: un assioma che sembra aver fatto suo Sinisa Mihajlovic da quando siede sulla panchina rossonera. Fuor di metafora, il tecnico serbo ha capito che il primo aspetto da sistemare al Milan era la fase difensiva e la compattezza di squadra che negli ultimi anni subiva troppi gol. Per questo motivo, Miha ha insistito dall'inizio della campagna acquisti per strappare Alessio Romagnoli alla Roma. L'inizio dei rossoneri non è stato certamente dei migliori anche dal punto di vista difensivo, con 13 gol subiti nelle prime 7 partite e con la coppia difensiva formata dal neo-acquisto classe 1995 e Zapata che ha fatto fatica ad integrarsi.
LA SVOLTA - Dopo la batosta casalinga subita contro il Napoli, Sinisa Mihajlovic ha deciso di cambiar modulo e passare al 4-4-2, passando attraverso al 4-3-3, e di provare Alex a fianco di Romagnoli: i miglioramenti sono stati evidenti sia in termini di risultati che in termini di gol subiti. Nelle successive 10 partite, infatti, il Milan ha incassato 8 gol: si è quindi passati da una media di 1,86 reti subite nelle prime 7 gare a una di 0,8 nei successivi 10 match. Anche l'inserimento di Gianluigi Donnarumma, giovane di grandissimo talento e altrettanta personalità, ha probabilmente contribuito a responsabilizzare di più tutta la squadra.
MERCATO - In attacco il Milan ha a disposizione un vero e proprio arsenale, quindi non necessita certamente di rinforzi in quel reparto. Diverso è invece il discorso per quanto riguarda centrocampo e difesa. Per quanto riguarda la retroguardia, uno degli obiettivi della società rossonera potrebbe essere quella di trovare un futuro compagno per Alessio Romagnoli considerando anche che Alex, Mexes e Zapata andranno in scadenza a giugno. Del resto, per raggiungere il tetto (della classifica), è necessario partire dalle fondamenta.


